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Nel Regno Unito la serie di documentari condotta da David Attenborough sta riscuotendo un successo maggiore dei talent show tra i più giovani.
I documentari naturalistici non sono programmi da “grandi” o per una nicchia di appassionati, anzi, sono molto apprezzati dai giovani. Certamente lo è Planet Earth II, serie di documentari sugli animali prodotta dalla Bbc e presentata da Sir David Attenborough, una delle icone mondiali della divulgazione scientifica e pioniere dei documentari naturalistici.
I giovani di età compresa fra i 16 e i 34 anni del Regno Unito, preferiscono ascoltare l’appassionata voce narrante di Attenborough che racconta la vita di affascinanti creature come iguane marine e falchi pellegrini ai talent show come X Factor. È quanto emerso dai dati Itv che hanno registrato il record di ascolti della serie di documentari, nella seconda settimana Planet Earth II è stato visto da 1,8 milioni di giovani, contro l’1,4 di coetanei che ha preferito il celebre talent show musicale X Factor.
Oltre all’innegabile carisma del novantenne Attenborough, il successo della serie è dovuto alla straordinaria qualità delle immagini, è il primo documentario naturalistico per cui sia stata usata la risoluzione full UHD+HD, e all’estrema attenzione dedicata al suono naturale e alle colonne sonore, composte da Hans Zimmer. Inoltre vengono mostrati animali rari e poco conosciuti, come i leopardi delle nevi che vivono sull’Himalaya. “Sono felicissimo, credo che il merito di questo successo sia in parte spiegabile grazie alle nuove tecnologie”, ha dichiarato Attenborough.
Lo stesso naturalista ha però spiegato gli incredibili dati di ascolto in maniera più filosofica, asserendo che “gli spettatori stanno riprendendo il contatto con un pianeta la cui bellezza è rovinata e che ha una salute sempre più a rischio”. Quali che siano le ragioni del successo di Planet Earth II non possiamo che considerare un segnale positivo il fatto che i giovani, che per definizione rappresentano il futuro, preferiscano osservare la vita degli animali e quasi comprendere il loro punto di vista, anziché guardare aspiranti cantanti in un contesto artificioso, perché per salvare il pianeta e i suoi abitanti occorre rispettarli, e il rispetto deriva dalla conoscenza.
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