Le donne possono votare per la prima volta nella storia dell’Arabia Saudita

Le donne potranno esprimere il loro voto alle elezioni comunali che si terranno in Arabia Saudita a dicembre. E potranno anche essere votate.

Nel paese dove le donne godono di meno diritti al mondo, una novità apparentemente positiva sta per scuotere la sua storia e quella dell’intero mondo islamico. In Arabia Saudita sarà consentito anche alle donne di votare e di candidarsi alle elezioni comunali. La notizia è stata diffusa da alcuni mezzi d’informazione locali in concomitanza con l’inizio della possibilità di registrarsi, a partire dal 22 agosto, alla tornata elettorale di dicembre.

 

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L’Arabia Saudita è una monarchia assoluta di stampo islamico. Nel 2011 re Abdullah, morto a gennaio e tra i più progressisti che il paese abbia mai conosciuto, aveva emesso un ordine per garantire alle donne di partecipare alla politica del regno suscitando malumori nella comunità interna. Nonostante questa apertura, la situazione rimane pessima. Ancora oggi le donne saudite non possono viaggiare liberamente, non possono lavorare o andare a scuola, non possono avere un conto in banca senza che un uomo abbia prima dato loro il permesso. Alle donne non è nemmeno concesso di mettersi alla guida di un’automobile. Una condizione dovuta a un’interpretazione rigida, di stampo salafita, dell’islam sunnita.

 

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Alle prossime elezioni comunali previste per dicembre, oltre a potersi registrare per votare, alle donne è anche concesso di registrarsi come candidate a partire dal 30 agosto. Secondo alcune fonti, sarebbero una settantina quelle intenzionate a presentarsi. La maggior parte arriverebbe dal mondo economico, ma non mancano le donne impegnate nel sociale a livello locale. A queste vanno aggiunte circa 80 che vogliono iscriversi come manager per coordinare le campagne elettorali.

 

 


“Anche se si tratta di un segnale di progresso, consentendo alle donne di partecipare e votare alle elezioni (anche se solo comunali), questo non è sufficiente per garantire l’integrazione totale delle donne nella società saudita”, ha dichiarato Adam Coogle, ricercatore per il Medio Oriente dell’organizzazione non governativa americana Human rights watch. Ancora più scettica è l’ong Amnesty International che non vede nulla da celebrare in un fatto che era già previsto da anni e che non è stato seguito da nuove riforme, visto il clima tutt’altro che favorevole da parte dei conservatori.

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