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Costruita a Melfi, l’elettrica DS N°7 propone versioni a 2 e 4 ruote motrici, oltre 700 km di autonomia e sospensioni capaci di anticipare le asperità della strada.
Il debutto di una nuova auto elettrica, in questo caso la DS N°7, è sempre una buona notizia perché amplia le opzioni per chi vuole passare a una mobilità più sostenibile. Prima però di entrare nel merito, vediamo quali sono state le scelte degli italiani nel mese di settembre. Secondo i dati Unrae, per quanto riguarda le alimentazioni, a settembre le vetture elettriche pure registrano una quota del 7,6 per cento, in recupero rispetto al 6,4 di agosto e in crescita sul 5,6 per cento di settembre 2025. Le ibride (e la DS N°7 è disponibile anche in questa versione), si confermano a settembre leader del mercato, superando la metà delle immatricolazioni, con un 18,5 per le full hybrid e 32,2 per le mild hybrid. Due good news che confermano la seppur lenta transizione ecologica dell’auto in Italia.
Ecco, è in questo contesto che va letto il debutto di DS N°7, l’elettrica francese (ma costruita in Italia, nello stabilimento Stellantis di Melfi), modello che prende il posto della precedente DS 7, lanciata nel 2022. Il compito, come vedremo, non è semplice. Dopo l’ammiraglia N°8 e la berlina N°4, la N°7 nei piani del costruttore avrà un ruolo centrale nel cuore del mercato, quello dei Suv di taglia media, ad oggi fra le tipologie di auto preferite dagli italiani; DS N°7 ha molto in comune con altre due elettriche del gruppo Stellantis, Peugeot E-3008 e Opel Grandland.
Facciamo subito un quadro in sintesi: la DS N°7 è lunga 4 metri e 66, larga 1 metro e 90 e alta 1 metro e 63. Dimensioni (non esattamente urbane) che restano invariate rispetto al modello precedente, rispetto al quale cresce però la lunghezza, con un primo vantaggio che si avverte soprattutto a bordo, dove lo spazio per le gambe si conferma generoso, anche sulle versioni elettriche dove la batteria è montata sotto il pianale.
Generoso il bagagliaio (anche se con queste dimensioni esterne c’è chi fa meglio…), che ha un comodo doppio fondo e che permette di ottenere un piano di carico piatto abbattendo i sedili posteriori 40/20/40; il cavo di ricarica trova posto sotto il vano, senza rubare spazio ai bagagli.
Il design si aggiorna con elementi come la griglia anteriore illuminata. Ma è soprattutto l’efficienza che migliora, a vantaggio di consumi, autonomia ed efficienza: dietro una lama verticale serve a guidare il flusso d’aria, il tetto (che può essere in vetro) scende basso verso il posteriore e finisce con uno spoiler sul portellone. Il risultato è un coefficiente aerodinamico (Cx) molto buono per un Suv, ossia 0,26.
Fra le particolarità, su DS N°7 è disponibile la funzione V2L (Vehicle-to-Load) che, grazie a uno speciale adattatore collegato alla presa di ricarica, permette di alimentare dispositivi elettrici esterni direttamente dall’auto; il sistema eroga energia fino a 230 V, utile per far funzionare o ricaricare apparecchiature come computer, scooter, e-bike o droni.
Ma su DS N°7, come su tutte le elettriche, il numero che conta (e che influenza l’acquisto) è quello dell’autonomia. La versione E-Tense FWD Long Range ha un’autonomia dichiara fino a 740 chilometri nel ciclo misto; realisticamente considerate un’autonomia compresa tra i 500 e i 600 chilometri, comunque molto buona. Il merito va alla batteria da 97,2 kWh e alla già citata aerodinamica curata. Preoccupati per i viaggi lunghi? Ne nostro test drive non abbiamo avuto modo di accertarlo, ma i dati ufficiali promettono oltre 450 chilometri di autonomia in autostrada alla velocità media di 120 km/h.
Le versioni elettriche? Tre in tutto: E-Tense FWD, con batteria da 73,7 kWh, 230 cavalli e fino a 543 chilometri di autonomia; E-Tense FWD Long Range, con batteria da 97,2 kWh, potenza da 245 cavalli e autonomia fino a 740 chilometri, E-Tense AWD (a trazione integrale sulle 4 ruote) Long Range, con la stessa batteria ma due motori elettrici, 350 cavalli di potenza e fino a 679 chilometri di autonomia. Listino a partire da 50mila 900 euro.
Altro dato sensibile per chi viaggia in elettrico, i tempi di ricarica: per portare la batteria dal 20 all’80 per cento DS dichiara 27 minuti, che salgono a 31 con la batteria più piccola, con il preriscaldamento attivo; diciamo che se caricate da una colonnina rapida DC, l’architettura a 400 Volt allunga i tempi rispetto a modelli che offrono architetture 800 Volt, come la recente BMW iX3. La potenza assorbita arriva a un massimo di 160 kW, il che significa che in dieci minuti si recuperano circa 190 chilometri di autonomia. Il caricatore di bordo è da 11 kW, con un 22 kW opzionale.
Completano il quadro la funzione Plug&charge (ci si collega alle colonnine fast di ultima generazione senza la necessità di App e carte, basta collegare il cavo e la ricarica si attiva automaticamente) e l’accesso alla rete Free2Move charge, con oltre 800mila punti di ricarica in Europa. La versione ibrida mild hybrid è equipaggiata con un motore 1.2 turbo benzina a 3 cilindri affiancato da un motore elettrico da 21 kW.
A bordo la plancia è dominata dallo schermo touchscreen da 16 pollici che integra un assistente vocale basato su ChatGPT. Davanti al guidatore c’è un quadro strumenti da 10 pollici. Molto curati i materiali, la DS N°7 offre un livello di guida semi-autonoma di livello 2 con cambio di corsia assistita, una telecamera a infrarossi che segnala anche di notte la presenza sulla strada di ciclisti, pedoni e animali fino a 300 metri e un head-up display “esteso”, ossia un sistema che proietta sul parabrezza davanti agli occhi del pilota le informazioni principali: velocità, navigazione e segnali stradali.
Se siete fra gli utenti che più delle prestazioni (comunque interessanti) in un’auto privilegiano la serenità di guida, sul fronte del comfort, DS N°7 offre molto; silenzio prima di tutto (anche grazie ai doppi vetri) ma soprattutto sospensioni attive (presenti però solo sulle versioni più costose), capaci di “leggere” la strada grazie a una telecamera che scandaglia la strada e regola in tempo reale gli ammortizzatori. Facili da regolare tramite le leve dietro al volante i vari livelli di rigenerazione dell’energia, quattro in tutto, mentre un pulsante sul cruscotto consente l’attivazione del sistema one-pedal-driving che di fatto annulla quasi l’uso dei freni, specie in città.
Al comfort concorrono anche i sedili con riscaldamento (anche quelli posteriori), ventilazione e massaggio (a seconda delle versioni) e persino un neck warmer, ossia un flusso di aria calda focalizzato sulla nuca. Agli amanti della buona musica farà piacere sapere che fra le dotazioni è disponibile un impianto da 14 altoparlanti e 690 Watt di potenza, capace di ottimizzare l’ascolto per i posti anteriori o posteriori, a seconda delle esigenze di ascolto dei passeggeri. Quanto ai materiali (apprezzabili le finiture in alluminio spazzolato o vero legno), sono molto curati.
Anche negli interni di un’auto la scelta dei materiali in fase progettuale è importante per scegliere fibre e tessuti ecologici in grado di ridurre l’impatto dell’intero ciclo produttivo. Nel caso della DS N°7 luci e ombre: il costruttore si limita a dichiarare che i “rivestimenti in Alcantara delle versioni Étoile contengono il 68 per cento di materiale riciclato che la pelle (naturale in questo caso; sarebbe una scelta più sostenibile sfruttatare ottime alternative in similpelle vegetale come Muskin, Piñatex, Wineleather e Pellemela ricavate rispettivamente dai funghi, dall’ananas, dalla vinaccia e dalla mela), mentre i materiali recuperati alla fine del loro ciclo di vita sono presenti anche in tessuti (60 per cento), moquette (75) e tappetini (96 per cento)”.
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