Il patrimonio di Elon Musk supererà a breve i mille miliardi di dollari. Nessuno mai era arrivato a tanto. Parliamo di qualcosa come il Prodotto interno lordo di una nazione ricca come la Svizzera. O ancora l’intera somma che l’Unione europea (ventisette nazioni messe assieme) si è impegnata a mobilitare nell’ambito del Green Deal. Quanto basta per comprare tutte le abitazioni di una città come Roma, incluse quelle di lusso, per due volte. Tutto in mano a un’unica persona.
È il nostro modello di sviluppo a generare concentrazioni estreme di ricchezza
Non c’è da stupirsi però. È esattamente ciò a cui punta il nostro modello di sviluppo: massimizzare i profitti ad ogni costo e concentrarli nelle mani di pochi. Con l’idea – smentita dalle scienze economiche così come dalle evidenze empiriche, ma ancora propugnata come verità assoluta – che questi ultra-ricchi investiranno in industrie, imprese, creeranno posti di lavoro e qualche briciola pioverà anche sulla gente comune (si chiama trickle-down theoryed è stata il mantra economico di turbo-liberisti come Ronald Reagan e Margaret Thatcher).
Non si tratta dunque di un effetto collaterale del sistema, bensì di una precisa strategia. Non a caso, in un mondo dominato da decenni dal modello capitalista, le disuguaglianze non fanno che crescere inesorabilmente. La vicenda di Musk è in questo senso più che esemplificativa: il poliedrico e controverso imprenditore americano ex collaboratore del presidente Donald Trump, da solo, possiede di più del 46 per cento della popolazione mondiale (calcolata a partire dai più poveri). Ovvero 3,8 miliardi di persone, come spiegato da un’analisi pubblicata da Oxfam.
La ricchezza di Elon Musk è aumentata di 550 miliardi in un solo anno
“Raggiungere i mille miliardi di dollari per Musk significa aver visto il patrimonio aumentare di oltre 550 miliardi in un solo anno, al ritmo medio di più di un milione di dollari al minuto – spiega l’organizzazione non governativa -. Una tale concentrazione estrema di ricchezza è sintomatica di decenni di politiche favorevoli ai miliardari, che hanno permesso agli ultra-ricchi di scrivere le regole economiche per favorire i loro interessi”.
Today, Elon Musk became the world’s first trillionaire, but it was never inevitable.
Nabil Ahmed, Oxfam’s Senior Director of Economic Justice, shares how an era of regressive policy choices paved the way to this frightening time, while people worldwide are struggling to get by. https://t.co/7RmHJR47yH
Si tratta, certo, del punto di vista di un soggetto, Oxfam appunto, che si occupa di lottare contro povertà e disuguaglianze. Ma è oggettivo che in un mondo in cui milioni di persone devono lottare per un bicchiere di acqua pulita, accettare che mille miliardi di dollari finiscano in tasca a un solo individuo è semplicemente indecente. “Non parliamo del portato delle capacità di una persona, ma di un allarme rosso per la democrazia. Questo nuovo record simbolico per l’oligarchia è conseguenza di politiche deleterie per l’uguaglianza e la giustizia fiscale”, ha evidenziato in questo senso Nabil Ahmed, direttore del programma “giustizia economica” di Oxfam America.
Spendendo un milione di dollari al giorno per esaurire il patrimonio servirebbero 2.740 anni
È qualcosa, tra l’altro, di completamente inutile per lo stesso Musk. Inutile, sì, perché anche se lui stesso volesse spendere un milione di dollari al giorno, impiegherebbe 2.740 anni per arrivare a mille miliardi. Al contrario, il fondatore di Tesla e SpaceX potrebbe stravolgere in positivo il volto stesso del Pianeta. Sulla Terra, come spiega Asvis, più di 690 milioni di persone vivono infatti in condizioni povertà estrema, con meno di 2,15 dollari al giorno. Mentre 2,8 miliardi, più di un terzo della popolazione mondiale, ha a disposizione una cifra compresa tra 2,15 e 6,85 dollari al giorno. Musk potrebbe dunque regalare 1.304 dollari a ciascuna di quei 690 milioni di persone – quanto basta per campare più decentemente moltiplicando per 2,5 quanto a loro disposizione al giorno per un anno intero. E lui rimarrebbe comunque con 100 miliardi di dollari in tasca.
Ma c’è di più, e ciò investe direttamente la responsabilità dei governi: basterebbe un prelievo fisale del 10 per cento su quei mille miliardi per sradicare la povertà estrema. Parliamo di una quota modestissima, se si tiene conto – come spiega un’analisi dell’Osservatorio conti pubblici dell’università Cattolica di Milano) – che la tassazione media effettiva (comprensiva di Irpef, addizionali, contributi, deduzioni, detrazioni e sussidi) sul reddito da lavoro medio in Italia (circa 35.600 euro) è del 30 per cento. In Francia è del 28 per cento, in Spagna scende al 22 per cento e in Germania arriva al 37 per cento. Per quale motivo non si potrebbe chiedere a Musk di contribuire per un misero 10 per cento?
Oxfam denuncia: “Spesso gli stessi miliardari scrivono le regole che li agevolano”
Parliamo di due cose diverse, chiaramente: nel primo caso si dovrebbe ipotizzare una tassa patrimoniale, nei secondi parliamo di redditi. Inoltre occorrerebbe verificare anche quale sia la natura del patrimonio di Musk. Ma la questione cambia poco: nel 2021 Musk possedeva “solo” 200 miliardi di dollari e affermò di aver pagato 11 miliardi di tasse. Ovvero appena il 5,5 per cento (l’aliquota massima sui redditi eccedenti i 50mila euro in un paese come l’Italia è del 43 per cento…).
“Le autorità e i cittadini non devono restare impassibili di fronte a tutto ciò, in un contesto di diseguaglianze economiche che esplodono. Ci dobbiamo assicurare che gli ultra-ricchi paghino una giusta quota di tasse, come fanno tutti gli altri”, ha aggiunto Ahmed. Per farlo occorre però anche cambiare i metodi di “selezione” dei decisori politici: Oxfam spiega infatti che i miliardari hanno quattromila volte più possibilità di vedersi attribuito un mandato politico rispetto alle persone comuni. Non c’è perciò da stupirsi del fatto che le regole li avvantaggiano, essendo loro stessi a scriverle.
The historic SpaceX IPO minted the world’s first trillionaire in Elon Musk. With that much money, he could fund NASA’s budget 41 times over. Bloomberg This Weekend’s @davidgura and @EenaRuffini tallied up the staggeringly high amount (via @BSteverman) pic.twitter.com/xEQTZVt8mi
Né può stupire se, indica la stessa organizzazione non governativa, quando era alla testa del Doge (dipartimento per l’Efficienza governativa) nell’amministrazione Trump, Musk aveva smantellato i servizi pubblici che aiutavano le persone più povere negli Stati Uniti e nel mondo intero: i soli tagli al bilancio di Usaid rischiano di provocare la morte di un bambino di meno di cinque anni ogni 40 secondi, di qui al 2030, secondo i calcoli di Oxfam.
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