Extinction Rebellion, proteste e decine di arresti a Londra e Oslo

Gli attivisti di Extinction Rebellion hanno effettuato azioni di disobbedienza civile in Norvegia e Inghilterra. Un centinaio le persone arrestate.

Ventinove militanti di Extinction Rebellion, movimento che si batte per la tutela del clima, sono stati arrestati lunedì 23 agosto a Oslo, in Norvegia. Gli attivisti, alcuni dei quali travestiti da orsi polari, hanno dapprima impedito l’accesso al ministero del Petrolio e dell’Energia. Quindi si sono introdotti senza autorizzazione all’interno del palazzo, mentre altri bloccavano la circolazione in un grande incrocio della capitale scandinava. 

Extinction Rebellion sceglie la disobbedienza civile

L’obiettivo dell’azione è di porre l’accento sull’incoerenza del governo norvegese, che continua a lucrare grazie allo sfruttamento delle riserve di petrolio. Extinction Rebellion, sottolineando la necessità di abbattere immediatamente e in modo drastico le emissioni di gas ad effetto serra, chiede una moratoria sulle prospezioni alla ricerca di nuovi giacimenti. 

Le proteste di Extinction Rebellion a Londra
Le proteste di Extinction Rebellion a Londra © Dan Kitwood/Getty Images

“La vita prima dei profitti”, si leggeva su un grande striscione mostrato dai militanti, che hanno annunciato nuove azioni di disobbedienza civile. Esattamente come accaduto a Londra, dove migliaia di attivisti ecologisti manifestano da lunedì 23 agosto.

I membri del movimento si sono concentrati nella celebre e centrale Trafalgar Square. Alcuni di loro hanno bloccato il traffico nelle strade limitrofe. Anche in questo caso la polizia ha confermato l’arresto di decine di persone: almeno in 62 sono finiti in manette.

“Dobbiamo invitare la popolazione a parlare di clima”

Ciò nonostante, gli attivisti confermano di voler continuare le loro azioni: “Mentre inondazioni, incendi e fame esplodono in tutto il mondo, è chiaro che la crisi climatica è già in atto e che occorre agire con urgenza”, ha spiegato Extinction Rebellion in un comunicato. Nel quale è stata anche lanciato una appello alla popolazione affinché faccia sentire la propria voce: “Dobbiamo invitare i londinesi a parlare di clima e di emergenza ecologica”. Per questo alcuni militanti hanno portato in strada sedie e tavoli. 

Al contempo, al governo inglese il movimento chiede di porre fine ad ogni tipo di investimento nel settore dei combustibili fossili. Anche al fine di dare agli esecutivi delle altre nazioni un segnale chiaro in vista della Cop26 – la ventiseiesima Conferenza mondiale sul clima delle Nazioni Unite che si terrà a Glasgow, in Scozia, nel prossimo mese di novembre. 

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