Extinction Rebellion blocca il Parlamento inglese: inizia una nuova stagione di proteste per il clima

Il movimento ambientalista Extinction Rebellion torna a occupare pacificamente le strade inglesi per ricordare al governo il dovere in tema di clima.

Il 1 settembre i parlamentari inglesi hanno fatto ritorno alla sede del Parlamento di Westminster, a Londra, per riprendere le attività dopo la pausa estiva, e così Extinction Rebellion (Xr), il movimento ambientalista di ribellione non violenta, è tornato per le strade per ricordargli la necessità e il dovere di agire contro la crisi climatica.

Le proteste di Extinction Rebellion a Westminster, a Londra, l'1 settembre 2020
Le proteste di Extinction Rebellion a Westminster, a Londra, l’1 settembre 2020 © Peter Summers/Getty Images

September rebellion

Il movimento che per mesi, a causa della pandemia, è rimasto lontano dalle sue ormai iconiche manifestazioni, che nei mesi precedenti hanno riempito, colorato e fatto risuonare le strade delle città in tutto il mondo in nome dell’azione e della giustizia climatica, è ora pronto per una nuova stagione di proteste.

Tornare in piazza per protestare pacificamente contro la negligenza del governo è un nostro dovere e un nostro diritto.

Extinction Rebellion

Extinction Rebellion UK ha infatti lanciato una nuova campagna – September rebellion – che proseguirà fino al 10 settembre. Almeno.

Le proteste di Extinction Rebellion a Westminster, a Londra, l'1 settembre 2020
Le proteste di Extinction Rebellion a Westminster, a Londra, l’1 settembre 2020 © Peter Summers/Getty Images

La mattina del 1 settembre centinaia di manifestanti hanno marciato nelle strade di Londra in direzione di Parliament Square, dove è stato pianificato un blocco pacifico sotto forma di sit-in, che durerà fino a quando il parlamento non annuncerà il proprio volere di appoggiare il Climate and ecological emergency (Cee) bill – una proposta di legge fatta da privati (Private members bill, Pmb) che prevede la diminuzione drastica delle emissioni, la conservazione della natura, la protezione dell’ambiente dall’impatto del consumo delle merci che vengono trasportate e consumate nel paese, la fine del “polluting as usual” e che la voce dei cittadini venga ascoltata.

I cambiamenti iniziano dal basso e finiscono in Parlamento

Il Private members bill è uno strumento potente che il governo inglese contempla affinché le proposte di legge non arrivino esclusivamente dall’interno. Gli altri parlamentari possono infatti sottoporre proposte nate da campagne dal basso e privati. Per essere accolte e presentate in Parlamento, le proposte devono essere firmate da almeno dodici parlamentari – cosa che il movimento spera di ottenere nella prima metà di settembre – per poi guadagnarsi l’appoggio dei partiti affinché ci sia la possibilità che diventi effettivamente legge.

Un procedimento tutt’altro che semplice e veloce, ma non impossibile. Ne è un esempio di successo il Climate change act, una legge approvata nel 2008 che prevede una diminuzione da parte del Regno Unito dell’80 per cento di sei gas a effetto serra entro il 2050. Il Climate change act è nato appunto da un Private members bill, proposto dall’organizzazione Friends of the Earth e presentato in Parlamento ad aprile 2005.

La parlamentare dei Verdi Caroline Lucas ha parlato alla folla presente a Parliament Square per dire che discuterebbe la proposta di legge, aggiungendo: “Grazie per mostrare più leadership politica di questo posto qui”, indicando la Casa dei Comuni.

Extinction Rebellion non si ferma

Oltre alle proteste a Londra, sono state organizzate manifestazioni anche in altre città inglesi, come Cardiff e Manchester, e in ognuno dei giorni di proteste è in programma una serie di incontri e discorsi tenuti da scienziati, attivisti, esperti, ma anche appuntamenti musicali con artisti. Nella mattina del 1 settembre a Londra la polizia è già intervenuta effettuando almeno 60 arresti. “Ovviamente ci saranno numeri più piccoli rispetto allo scorso anno per via della Covid-19 e perché stiamo incoraggiando a mantenere il distanziamento sociale”, ha affermato una coordinatrice Xr, Anneka Sutcliffe.

Le proteste di Extinction Rebellion a Westminster, a Londra, l’1 settembre 2020 © Peter Summers/Getty Images

“Il 2020 non è stato un anno facile, per le persone e per il Pianeta”, si legge sul sito del movimento. “Confinati nelle nostre case, molti di noi non hanno potuto fare altro che aspettare. Purtroppo, gli elementi dell’ecocidio della nostra società sono andati avanti come sempre. Che siano le compagnie aeree o i baroni del petrolio, i giganti dell’inquinamento stanno facendo il possibile per portare avanti una ‘ripresa sporca’, e i nostri leader sono totalmente complici”. Il movimento non si ferma perché riconosce che tutte le crisi che stiamo affrontando ora, quella ambientale, sanitaria, fino all’ingiustizia sociale, “sono tutti sintomi del sistema tossico che ci sta guidando verso l’estinzione“.

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