Refettorio Felix, la mensa solidale aperta da Massimo Bottura a Londra dove si cucina cibo di scarto

Il Refettorio Felix a Londra è stato aperto da Massimo Bottura per riportare in tavola la dignità: chef di fama mondiale cucinano cibo di scarto che viene offerto ai più bisognosi.

Una mensa che offre pasti ai più bisognosi usando cibo proveniente dagli scarti alimentari: dietro al Refettorio Felix di Londra, aperto a giugno 2017, c’è l’impegno del grande chef Massimo Bottura con la sua associazione no-profit Food for Soul e di The Felix Project, ente di beneficienza londinese. Il progetto unisce etica ed estetica perché non si tratta di una semplice mensa dei poveri, ma di un luogo che ha lo scopo di far ritrovare una dimensione dignitosa e possibilmente anche familiare ai suoi ospiti. La bellezza del design incontra quella delle idee con uno scopo comune: la lotta contro lo spreco.

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refettorio Felix Bottura
Interno del Refettorio Felix ad Earl’s Court, Londra, aperto a giugno 2017 © Simon Owen – Red Photographic

Il Refettorio Felix di Londra, dalle eccedenze alle eccellenze

Food for Soul ha uno scopo ben preciso e per nulla scontato, quello di ricreare un senso di dignità a tavola nell’ottica dell’inclusione sociale e del benessere individuale. I pasti preparati dal lunedì al venerdì nel Refettorio Felix, nella zona di Earl’s Court ad ovest di Londra, sono offerti ai senzatetto e alle persone più vulnerabili e vengono preparati utilizzando materie prime che provengono dal surplus alimentare. Quello che sarebbe destinato quindi alla discarica e viene invece recuperato dai volontari di The Felix Project, associazione fondata nel 2016 ma fin da subito in rapida crescita, che raccoglie cibo di scarto da fornitori locali e distribuisce così un milione di pasti all’anno nella capitale britannica.

Numerosi sono stati gli chef che hanno risposto all’appello di Bottura, tra cui anche Alain Ducasse e Alberto Crisci della no profit The Clink Charity e che si sono messi ai fornelli del refettorio impegnandosi a trasformare gli ingredienti in eccesso in salutari e nutrienti menù di tre portate. “Gli chef sono ormai diventati delle celebrità”, ha affermato Bottura. “Credo che sia arrivato il momento per tutti noi di spostare questi riflettori sulle problematiche più urgenti della nostra società. Cucinare è un appello ad agire“.

Si tratta del secondo progetto internazionale dello chef, dopo il successo dei refettori creati a Milano e Rio de Janeiro, rispettivamente durante Expo 2015 e le Olimpiadi del 2016. L’esperienza milanese si è tradotta anche in un docufilm ora disponibile su Netflix dal titolo Theatre of life, che prende il nome dal Teatro della vita, un teatro in disuso nel quartiere Greco a Milano che è stato la sede del primo Refettorio Ambrosiano di Food for Soul inaugurato nel 2015.

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Alain Ducasse Refettorio Felix
Anche lo chef Alain Ducasse ha risposto con entusiasmo all’appello di Bottura e insieme ad altri cuochi ha portato la propria conoscenza nella cucina del Refettorio Felix © Simon Owen -Red Photographic

La visione di Massimo Bottura, nutrire corpo e anima

Il Refettorio Felix si presenta come un luogo dall’estetica curata grazie agli allestimenti progettati da Studioilse con il contributo dell’architetto Charles Wainwright. La scelta di vasellame e posateria di qualità e il servizio da ristorante sono elementi che spingono gli ospiti e i volontari verso un rapporto olistico con il nutrimento, che coinvolge quindi sia corpo sia anima. Infatti, secondo lo stesso Bottura, “un pasto delizioso condiviso con gli altri è molto più che la somma dei suoi ingredienti. È un gesto d’amore”.

Lo chef, noto per aver fondato uno dei ristoranti più rinomati nel mondo, l’Osteria Francescana a Modena, è attivo da anni con progetti in ambito sociale attraverso i progetti della sua ong ed è stato anche ospite durante l’edizione 2017 di Seed&Chips, il summit su cibo e innovazione che si è tenuto a Milano dall’8 all’11 maggio. In questa occasione lo chef, intervistato dal giornalista di LifeGate Tommaso Perrone, ha commentato che “non è una questione di produrre di più, ma di sprecare di meno. Saper guardare al futuro è una cosa fondamentale: è per questo che il progetto, che non è di carità ma culturale, ha bisogno dei grandi cuochi e della loro conoscenza. Cultura, coscienza, conoscenza e senso della responsabilità sono le caratteristiche del cuoco del futuro“.

Il Refettorio Felix, nato l’anno scorso in occasione del London Food Month, il festival che celebra la diversità della cultura alimentare britannica, è rimasto attivo e continua a fornire migliaia di pasti grazie al lavoro di cuochi interni con l’assistenza di uno chef ospite ogni mese. Gli spazi della mensa comunitaria vengono usati per ospitare eventi e programmi di imprenditorialità sociale che hanno lo scopo di coinvolgere la comunità locale nella battaglia contro lo spreco alimentare.

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Massimo Bottura Refettorio Felix
Massimo Bottura, fondatore dell’organizzazione no profit Food for Soul, nella sala di Refettorio Felix a Londra © Simon Owen – Red Photographic

Portare in tavola la dignità

Nel Regno Unito vengono gettate più di dieci tonnellate di cibo ogni anno e allo stesso tempo la povertà alimentare è un problema sempre più preoccupante: un bambino su dieci vive con genitori che fanno fatica a portare ogni giorno il cibo in tavola, come mostrano i dati del 2016-2017 pubblicati in un rapporto del governo. Ciò significa che circa 870mila bambini vanno a letto affamati ogni giorno perché la famiglia non è in grado di fornire i pasti di cui avrebbero bisogno. “Data la straordinaria qualità e quantità del surplus alimentare disponibile in questa città, – ha commentato Justin Byam Shaw, fondatore di The Felix Project, in merito al progetto del Refettorio Felix – tutti i londinesi marginalizzati dovrebbero essere in grado di mangiare ciò che il resto di noi dà per scontato: un pasto caldo e nutriente”. “La cucina del futuro non deve essere fatta per un’élite di persone, non sarà al servizio dell’estetica, ma creeremo piatti che hanno un significato etico straordinario”, così Bottura descrive la sua visione che rivela il desiderio dello chef di volere rivoluzionare il modo in cui mangiamo sempre di più.

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