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Fair to Share connette attività artigianali e giovani professionisti, creando un circolo virtuoso di lavoro a condizioni e budget accessibili.
L’unione fa la forza. Ma a volte può generare anche business. In un mercato sempre più digitalizzato, la piattaforma ligure Fair to Share si presenta come una sorta di ponte tra artigiani e giovani talenti, scommettendo sul valore delle relazioni umane e della prossimità. L’obiettivo è quello di offrire consulenza professionale e supporto operativo alle piccole imprese, per abbattere le barriere legate al budget.
Promosso nell’ambito del progetto europeo HUB-IN – Hubs of Innovation and Entrepreneurship for the Transformation of Historic Urban Areas, finanziato dal programma Horizon 2020, Fair to Share è guidato da Social Hub Genova e mira a creare un ecosistema completo di supporto al commercio locale, ai liberi professionisti, al fatto a mano e al made in Italy.
Non si tratta di un’agenzia di comunicazione tradizionale, né un semplice marketplace. Fair to Share è una community e una piattaforma, un “social hub” che mette in contatto due mondi spesso distanti: da un lato, piccoli imprenditori e artigiani che possiedono il saper fare ma faticano a stare al passo con la promozione digitale; dall’altro, giovani freelance e professionisti in cerca di opportunità per mettere in mostra il proprio talento.
In questo modo la tradizione del “fatto a mano” incontra la visione innovativa della generazione Z, a dimostrazione del fatto che la sostenibilità di un’attività locale può trarre nuova forza dalla condivisione delle competenze. Dal marketing alla comunicazione, fino alla consulenza o al restyling del brand, Fair to Share offre molteplici servizi alle piccole imprese, adattati ai loro bisogni e a budget spesso incompatibili con le richieste del grandi player sul mercato, creando un circolo virtuoso di lavoro per i giovani professionisti del territorio.
Sono tre i pilastri sui quali si poggia il progetto. Il primo è quello di uno store condiviso, uno spazio fisico dove gli artigiani possono esporre e vendere, superando i costi proibitivi di un affitto individuale. Il secondo riguarda l’academy, con percorsi di formazione su misura (social media, gestione aziendale, innovazione) pensati per chi non ha tempo o risorse per i grandi master. C’è poi il tema del networking, attraverso una rete di contatti che trasforma la consulenza in una collaborazione alla pari. Attraverso un marketing “su misura”, la grande sfida che Fair to Share intende vincere è quella dell’accessibilità.
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