Niente voti o slogan, tante informazioni chiare a portata di app: così Weeshop rende la spesa più consapevole

Con Weeshop, basta scansionare il codice a barre per avere le informazioni utili su ogni prodotto: niente voti, ma strumenti per acquisti consapevoli.

Sostenibile, naturale, artigianale, green. Tra i claim pubblicitari compaiono sempre più spesso queste parole. E quando la comunicazione spazia così tanto nel generico, senza regole precise, si genera confusione. Così, il consumatore alle prese con etichette ambigue rischia di cadere nelle trappole del greenwashing. Tuttavia, l’attenzione alla qualità e all’impatto dei prodotti resta alta.

Proprio per venire incontro a chiunque voglia fare una spesa buona per la sua salute, ma anche consapevole dell’impronta generata su ambiente e lavoratori, nasce Weeshop. L’applicazione gratuita fornisce informazioni in tempo reale su qualità, salute, sostenibilità ambientale e sociale di un prodotto per supportare il consumatore nella scelta più responsabile. Lanciata nel 2020 a Bologna da un’idea di Devin Visani, Ceo dalla formazione economica e finanziaria, la startup vuole semplificare la lettura delle etichette e responsabilizzare le persone. Del resto, ogni spesa conta e può fare la differenza.

Tra claim ambientali e rischio di greenwashing

La diciottesima edizione dell’Osservatorio Immagino GS1 Italy prende in analisi quasi 149mila prodotti del largo consumo. Di questi, addirittura l’84 per cento riporta in confezione una qualche informazione legata alla sostenibilità. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di indicazioni pratiche sulla raccolta differenziata (66 per cento) o su uso e conservazione (45 per cento), ma quasi sette su dieci enfatizzano una specifica caratteristica ambientale e quasi il 14 per cento le modalità responsabili di produzione e approvvigionamento (disciplinari di filiera, approvvigionamento da fonti certificate e così via).

L’8 per cento dei prodotti esaminati presenta claim generici: sostenibile, green, ecologico, circolare, ecofriendly. Proprio quelli che la direttiva europea Empowering vieterà a breve. Il testo, approvato nel 2024, è stato recepito nel nostro paese con un decreto che modifica il Codice del consumo, vietando di fare asserzioni ambientali vaghe, generiche, fuorvianti e non dimostrate attraverso i dati o una certificazione riconosciuta. Le nuove regole saranno applicate a partire da settembre 2026.

50mila prodotti alimentari nel database dell’app Weeshop

Con i claim che si moltiplicano e le regole che cambiano, Weeshop si pone l’obiettivo di rendere più leggibili le informazioni in etichetta. Il suo database al momento conta oltre 50mila prodotti alimentari confezionati, esclusi integratori e prodotti per bambini che richiedono valutazioni differenti. L’utente può scansionare il codice a barre del prodotto che sta per acquistare oppure cercarlo direttamente dalla lista (se non lo trova, c’è l’apposita funzione per richiedere l’aggiunta). Anche le aziende possono aderire alla piattaforma, inserendo nel database il proprio catalogo di prodotti: il team di Weeshop si fa carico di verificare tutte le informazioni. Con un doppio vantaggio: chiarezza per il consumatore e visibilità per il produttore. Sono circa 300mila gli utenti del servizio.

Le aree di analisi: salute, qualità, sostenibilità ambientale, impatto sociale

Salute, qualità, sostenibilità ambientale, impatto sociale. Sono le quattro aree di analisi, ognuna col suo simbolo, che compaiono nella scheda di ogni prodotto. Per ogni referenza l’app Weeshop raccoglie e analizza e le informazioni relative a ingredienti, certificazioni, valori nutrizionali, origine delle materie prime e metodi di produzione (a breve entreranno valutazioni anche sul packaging). Ogni schermata spiega le caratteristiche positive e quelle meno, senza dare voti o punteggi. Per chiarezza di comunicazione si usano i colori: dal verde per gli aspetti positivi, all’arancione e rosso per evidenziare elementi a cui prestare attenzione. Tra le funzionalità che semplificano la vita del consumatore ci sono anche liste della spesa e schede sulle porzioni consigliate per ogni ingrediente. Lo scopo resta quello di informare in maniera obiettiva e corretta, non di giudicare. La scelta spetta infatti sempre al consumatore che in questo modo ha più elementi per orientare i propri acquisti, anche confrontando più prodotti sulla stessa schermata.

 

 

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