Giuseppe Bertuccio D’Angelo. Gli incontri sorprendenti, le strade di montagna e i silenzi assordanti. Vi porto con me nell’isola dei centenari alla scoperta delle Blue zone dell’Ogliastra.
Lo shiatsu fa bene a chi riceve il trattamento ma anche a chi lo pratica come l’operatore. I mo vimenti sono armoniosi e morbidi: non ci sono spigoli
Sono ormai molti anni, più di venti, che studio e pratico
Shiatsu.
Mi ha sempre stupito come anche chi “fa”, l’operatore o terapeuta
(shiatsuka in giapponese), viva una sensazione estesa di
benessere.
Estesa perché pervade sia il corpo che la mente. Ho provato
a spiegarmi come mai, che cosa accade all’insieme di corpo, mente e
spirito di tori (colui che sa e fa Shiatsu) mentre pratica con un
ricevente.
Farò una breve premessa: come in tutte le attività
corporee è necessario un po’ di tempo dedicato ad un
corretto esercizio e ad una costante ripetizione delle forme-base
(kata) per dare modo al proprio corpo di abituarsi a posture
sì naturali ma non familiari. Dopo potremo “gustare”
pienamente l’essere nello Shiatsu.
Distendiamo la colonna vertebrale, “l’antenna” che contiene midollo
e nervi spinali, rilassiamo le spalle, lasciamo andare l’addome,
liberiamo il diaframma e la parte bassa della cassa toracica,
estendiamo il collo, lo sguardo è in avanti ma non si fissa
su qualcosa in particolare…così ci appoggiamo,
completamente.
Ci appoggiamo su una zona del corpo di uke (colui che, di solito
sdraiato, riceve il trattamento) senza trattenere, sospesa, alcuna
parte di noi…semplicemente ci appoggiamo; semplicemente non
facciamo a.
Non spingiamo né ci sforziamo: siamo.
Il respiro nello shiatsuka esperto fluisce naturalmente: senza
sforzo è libero di andare e venire, come è nella
natura dell’aria e del vento.
Non è controllato; il respiro va’ e ritorna, nutre e crea
percezione e consapevolezza. Scorre.
I movimenti sono armoniosi e morbidi: non ci sono spigoli ma
rotondità e flessibilità; il loro ritmo varia a
seconda delle tecniche, delle posizioni, delle variazioni del
respiro e dell’energia vitale di uke.
E poi c’è il contatto continuo, attraverso il tocco, tra i
due: un sostegno ed un appoggio in un rapporto intenso, profondo,
oltre le parole.
Si crea un’armonia tra due viventi.
Dedicare totalmente, in quei cinquanta o sessanta minuti del
trattamento, l’attenzione, il pensiero, le percezioni, il nostro
corpo con i suoi movimenti a ciò che stiamo facendo produce
uno stato di unità e integrazione dell’intero nostro essere,
una non-separazione in noi come shiatsuka. E questo crea benessere,
rigenerazione ed energia.
Auguro a tutti di poter fare quest’esperienza.
Pietro De Domenico
Operatore e Insegnante Shiatsu
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