Investimenti sostenibili

Il mondo della finanza fa appello al G7 e al G20: “Rispettate l’Accordo di Parigi”

La lotta contro il riscaldamento globale deve essere la priorità. Lo mettono per iscritto 200 investitori, in una lettera ai leader del G7 e del G20.

L’Accordo di Parigi va rispettato. Lo chiedono con una sola voce oltre 200 grandi investitori globali, che hanno lanciato un appello ai governi del Pianeta, con una lettera inviata al gruppo del G7 e del G20.

Cosa dice la lettera al G7 e al G20

L’esordio della missiva non potrebbe essere più chiaro:

Per il nostro ruolo di investitori istituzionali di lungo termine, crediamo che la mitigazione del cambiamento climatico sia essenziale per la salvaguardia dei nostri investimenti.

Abbiamo già reso noto in passato il nostro forte supporto all’Accordo di Parigi e ribadiamo il nostro appello ai governi, affinché continuino a supportare l’Accordo e lo rendano pienamente operativo.

Tutti i Paesi sono invitati ad applicare il prima possibile le misure necessarie per raggiungere i loro target nazionali. E, in un’ottica di lungo periodo, a portare avanti piani climatici ed energetici volti a contenere l’aumento della temperatura globale al di sotto dei due gradi centigradi rispetto ai livelli pre-industriali, proseguendo gli sforzi per tentare di non superare gli 1,5 gradi. Non è finita qui: i bisogna eliminare i sussidi ai combustibili fossili, introdurre (dove necessario) il carbon pricing e introdurre schemi per verificare e rendere noto il rischio finanziario legato al cambiamento climatico.

Si mobilitano 200 big della finanza globale

Nell’elenco dei firmatari, riportato dalla ong Ceres, ci sono fondi pensione, fondazioni religiose, asset manager, compagnie di assicurazione. In totale, stiamo parlando di più di 200 grandi investitori istituzionali, che messi insieme gestiscono circa 15mila miliardi di dollari. Il testo è indirizzato al gruppo del G7, che si riunirà il 25 e 26 maggio a Taormina, e del G20 in programma a metà luglio in Germania.

A Bonn si prepara la Cop23

La forte presa di posizione degli investitori arriva proprio mentre i delegati di 196 nazioni di tutto il mondo si riuniscono nella città tedesca di Bonn, che a novembre ospiterà i negoziati della Cop 23. Il compito della nuova conferenza globale sul clima sarà quello di dare definire in che modo dare seguito alla Cop 21 che si è tenuta alla fine del 2015 a Parigi. Tutto ciò in un mondo molto cambiato con l’elezione di Donald Trump, che nei suoi primi cento giorni di mandato ha già impresso una direzione totalmente opposta alla politica climatica ed energetica degli Stati Uniti.

 

Foto in apertura © Arnaud BOUISSOU/COP21/Anadolu Agency/Getty Images
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