Finapp, la fisica nucleare al servizio della tutela dell’acqua

Nata a Padova, Finapp utilizza i raggi cosmici per misurare l’umidità del suolo e la neve in tempo reale, prevenendo siccità, alluvioni e sprechi.

Tutelare la risorsa acqua attraverso un innovativo sistema di monitoraggio. Frutto di una tecnologia, nata per la sicurezza nucleare, trasformata in uno strumento al servizio della sostenibilità ambientale. È questa l’intuizione portata avanti da Finapp, una startup nata nel 2019 come spin-off del Dipartimento di Fisica nucleare applicata dell’Università di Padova. Una realtà capace di raggiungere in soli sei anni il punto di equilibrio tra costi e ricavi, installando i propri dispositivi in 25 paesi e in tutti i sette continenti. Persino in Antartide.

L’acqua, un bene sempre più prezioso

D’altronde, siamo di fronte a una sfida idrica globale che non è più emergenziale ma strutturale, come dimostra un recente documento della United Nations University che ha introdotto il concetto di “bancarotta idrica”: in sostanza, l’equilibrio tra domanda e disponibilità della risorsa è stato superato in molti sistemi. Secondo il Rapporto il mondiale delle Nazioni Unite sullo sviluppo delle risorse idriche 2026, ben quattro miliardi di persone accusano una grave scarsità di acqua per almeno un mese all’anno. Il paradosso è che una risorsa tanto preziosa viene generalmente misurata con approssimazione, il che rende difficile prevenire fasi siccitose, prevedere alluvioni o gestire l’irrigazione nel migliore dei modi.

Il monitoraggio di precisione è alla base della soluzione proposta da Finapp © Finapp

In questo quadro si colloca la soluzione proposta da Finapp, che consente di misurare l’acqua nel suolo e nella neve utilizzando i neutroni generati dai raggi cosmici. Come spiega a LifeGate Angelo Amicarelli, CSO di Finapp, “viviamo in un’epoca in cui gli effetti del cambiamento climatico non sono più una minaccia futura ma una realtà quotidiana. Il monitoraggio di precisione, quindi, è diventato una necessità improrogabile. Per decenni ci siamo basati su modelli previsionali incompleti e su interventi reattivi, spesso tardivi. Oggi, grazie a tecnologie come la nostra, possiamo passare a una gestione proattiva e intelligente: il monitoraggio di precisione è il pilastro su cui costruire la resilienza climatica, permettendoci di prendere decisioni basate su dati certi per salvaguardare ogni singola goccia d’acqua”.

Come funziona la tecnologia Finapp

Dato che, come evidenzia Amicarelli, “non è possibile gestire ciò che non si riesce a misurare”, Finapp ha introdotto sul mercato la Crns (Cosmic ray neutron sensing): si tratta di una sonda brevettata, leggera e compatta, capace di monitorare in tempo reale e su larga scala l’umidità del suolo e l’equivalente idrico del manto nevoso. Ogni secondo, la Terra è investita da una pioggia di neutroni: quando queste particelle incontrano l’idrogeno contenuto nell’acqua (nel suolo o nella neve), vengono rallentate o assorbite. La sonda brevettata da Finapp agisce come un contatore sensibilissimo: misurando quanti neutroni rimbalzano verso l’alto, è in grado di determinare con precisione quanta acqua è presente nel terreno.

Angelo Amicarelli, CSO della startup nata a Padova © Finapp

“A differenza dei sensori tradizionali, che forniscono dati puntiformi e richiedono l’inserimento nel terreno – spiega Amicarelli – la nostra sonda opera in modo non invasivo. Utilizzando i neutroni generati dai raggi cosmici come traccianti naturali, una singola sonda Finapp può monitorare un’area vasta, dai 5 ai 20 ettari, fornendo un dato rappresentativo dell’intera superficie, non di un singolo punto”. Una soluzione che colma il divario tra le misurazioni satellitari, spesso non continue e meno precise, e quelle puntuali dei sensori a terra. La tecnologia della startup misura l’acqua fino a 50 centimetri di profondità nel suolo e per diversi metri nella neve. Questo offre una visione completa della risorsa idrica disponibile per le radici delle piante o immagazzinata nel manto nevoso. Le sonde sono autonome, alimentate da un pannello solare, e trasmettono i dati in tempo reale al cloud; ciò garantisce un flusso di informazioni costante e accessibile da remoto, essenziale per sistemi di allerta e decisionali rapidi ed efficaci.

I piani di espansione della startup

Ad oggi, la tecnologia Finapp – con due unità produttive in Italia e piani di espansione in Francia e negli Stati Uniti – ha già monitorato oltre 25.000 km di reti idriche in tutto il mondo, permettendo di recuperare miliardi di litri d’acqua che altrimenti sarebbero stati sprecati. Nell’ultimo anno, racconta Amicarelli, “abbiamo visto aumentare l’interesse verso le nostre tecnologie in diversi mercati, soprattutto dove il tema della gestione efficiente dell’acqua e delle risorse agricole è diventato prioritario. L’espansione geografica in Francia e negli Stati Uniti è un tassello di consolidamento della nostra presenza internazionale, rafforzando la struttura commerciale, tecnica e di supporto sul territorio”.

In parallelo, si lavora per ampliare ulteriormente le applicazioni della tecnologia, in particolare nei settori dell’agricoltura di precisione, della gestione delle risorse idriche e del monitoraggio ambientale, che stanno mostrando crescente interesse a livello globale. Dalle vette alpine alle distese dell’Antartide, Finapp sta costruendo una rete globale di monitoraggio per permettere di gestire l’acqua non più come un bene infinito, ma come un patrimonio da custodire con la massima precisione scientifica.

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