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Lo scorso 10 marzo, Francesco Molinari ha vinto l’Arnold Palmer Invitational di Orlando: grazie a lui, il golf sta diventando uno sport sempre più amato dagli italiani di tutte le età.
Lo hanno definito il più grande golfista italiano di sempre, e anche l’ultima, recentissima, vittoria lo conferma. Lo scorso 10 marzo, infatti, Francesco “Chicco” Molinari ha letteralmente trionfato all’Arnold Palmer Invitational di Orlando, uno dei più importanti tornei del Pga tour, l’organizzazione che cura i principali tour professionistici di golf negli Stati Uniti. Grazie a questa vittoria, Molinari è passato dal decimo al settimo posto della classifica mondiale, continuando la scalata della top ten dei più importanti giocatori di golf del pianeta.
Classe 1982, Francesco proviene da una famiglia di golfisti di Torino, città in cui ha iniziato ad allenarsi sin da bambino. Professionista dal 2004 – dopo una brillante carriera da amateur – è però entrato nella storia nel 2018, dopo aver vinto a luglio il 147° British Open e a novembre la Race to Dubai. Grazie a queste vittorie, è divenato il primo italiano ad aggiudicarsi il titolo di miglior giocatore europeo di golf.
Complice forse l’ultima, bellissima vittoria, il Paese si sta appassionando sempre di più alle sue imprese e lo segue sui social network, dove è molto attivo. E grazie al suo esempio, sta aumentando finalmente anche in Italia l’interesse per il golf: secondo Federgolf, la federazione che riunisce i praticanti di questo sport sin dal 1927, i giocatori italiani sarebbero oggi oltre 91mila, in crescita.
Sempre più persone, insomma, stanno godendo dei benefici del golf, che secondo numerose ricerche medico-scientifiche è uno sport terapeutico per il cuore e l’apparato cardiovascolare, tonificante per il muscoli, rigenerante per l’equilibrio e la coordinazione, ottimo per allenare anche le articolazioni e le ossa.
Percorrere le 18 buche di un campo da golf, per esempio, fa accumulare 10mila passi al giorno, necessari, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, a vivere bene. Mentre un giro completo all’interno di un campo permetterebbe al giocatore di percorrere 10 km all’aria aperta, utili secondo i cardiologi per mantenere in salute il sistema cardiovascolare.
Il golf, inoltre, può essere praticato oltre che dagli adulti, anche dai più piccoli – lo stesso Molinari ha iniziato alla tenera età di otto anni – che in questo modo possono sviluppare tante qualità positive, come la lealtà, la pazienza, la concentrazione, l’etica e le buone maniere, l’autostima e il rispetto per se stessi e la natura che li circonda.
Proprio perché si tratta di uno sport a strettissimo contatto con la natura, il rispetto dell’ambiente è al centro del dibattito e delle azioni di “Impegnati nel verde“, una certificazione ambientale europea supportata da Federgolf il cui obiettivo prioritario è la gestione sostenibile dei percorsi di golf. Possono esporla solo le strutture che adottano corrette politiche ambientali e gestiscono il territorio e le risorse naturali in maniera responsabile. Una di queste è il Buena Vista Social Golf (Bvsg) di Anzano del Parco, in provincia di Como, dove oltre al golf “classico” si praticano anche calcio e Footgolf, una disciplina nata in Olanda nel 2009 e che rappresenta una fusione dei due sport.
In questa struttura, per esempio, vengono utilizzati esclusivamente concimi e fitofarmaci ammessi dallo standard di agricoltura biologica; il percorso delle buche, inoltre, segue l’orografia naturale del terreno.
Forse per la bellezza dei campi da golf e da footgolf, forse per la bellezza della location, il Buena Vista Social Golf è stato scelto per collaborare alla realizzazione del documentario “Welcome to sport“, in cui il presentatore sportivo Patrick Kendrick ha intervistato Francesco Molinari sulle sue due più grandi passioni: il golf e il calcio.
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