#LoveisLove, com’è andato il gay pride di New York in ricordo di Orlando

Il gay pride di New York di quest’anno è stato il più orgoglioso e colorato di sempre, in onore delle 49 vittime della strage di Orlando. Anche Hillary Clinton ha preso parte alla manifestazione.

Dopo un momento di silenzio in ricordo delle vittime della sparatoria di Orlando, la New York pride parade, la marcia dell’orgoglio gay della città di New York, è iniziata a mezzogiorno di domenica 26 giugno. Migliaia di persone hanno riempito le strade di Manhattan per partecipare alla 46esima edizione del gay pride della città: 32mila dimostranti, 425 gruppi e circa 2,5 milioni di spettatori. L’evento di quest’anno è coinciso con un periodo particolare, a sole due settimane dalla peggiore sparatoria nella storia degli Stati Uniti, avvenuta in un locale gay di Orlando. I tributi per le vittime sono stati numerosi, tristi ma allo stesso tempo colorati ed emozionanti.

Gay contro la violenza da arma da fuoco

Tra le diverse organizzazioni presenti alla marcia c’era anche il gruppo Gays against guns (Gag), gay contro le pistole, fondato dopo il massacro di Orlando. L’organizzazione ha messo in scena un “die-in”, una forma di protesta in cui i manifestanti si fingono morti, mentre il corteo marciava per la Fith Avenue. Infatti, i partecipanti si sono sdraiati per qualche minuto in silenzio coprendosi con teli bianchi e mostrando le foto delle 49 vittime della sparatoria, come protesta contro le pistole.

La città di New York festeggia e ricorda

Tutti e cinque i distretti della città hanno organizzato momenti di festa a tema nel corso di tutto il fine settimana. Da Manhattan e Brooklyn al Queens, Staten Island e il Bronx: la bandiera multicolore ufficiale è stata sventolata in ogni angolo dei quartieri e famiglie, bambini e cani hanno partecipato ai festeggiamenti, tutti con un gran sorriso sulle labbra. Musica, balli, eventi teatrali, party, tutti ideati per celebrare un weekend di orgoglio nella città.

Orlando is in the streets of New York © Luisa Gattone
Tributi a Orlando durante il gay pride a New York © Luisa Gattone

 

Obama dichiara lo Stonewall Inn un monumento nazionale

Nel giugno 1969 la polizia ha fatto incursione nello Stonewell Inn, storico locale gay del quartiere Greenwich Village a New York, dando il via a proteste e rivolte che hanno segnato la storia della lotta per i diritti lgbt negli Stati Uniti. Un mese dopo 500 persone si sono riunite per manifestare per l’uguaglianza al parco Washington Square, a seguire si è tenuta una veglia a Sheridan Square. Il 24 giugno di quest’anno il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha ricordato i fatti e ha dichiarato lo Stonewell Inn e l’area circostante come monumento nazionale, una prima volta per il movimento gay. Una ragione in più per festeggiare, ripercorrendo i passi di tutti coloro che erano scesi nelle piazze 46 anni fa.

Free hugs at the 2016  NYC Pride Parade © Luisa Gattone
Abbracci gratis al gay pride di New York 2016 © Luisa Gattone

Hillary Clinton marcia al gay pride di New York

La candidata presidenziale democratica Hillary Clinton ha sorpreso tutti prendendo parte alla marcia, unendosi al governatore dello Stato di New York Andrew Cuomo e il sindaco della città Bill de Blasio. Ha marciato insieme a loro per quattro isolati, salutando i presenti e twittando il suo supporto all’evento. È la prima volta che un probabile candidato presidenziale di un grande partito americano partecipa a un gay pride.  

Maggior sicurezza e partecipazione

Per aumentare la sicurezza della marcia quest’anno è stata garantita la presenza del New York police department (Nypd), che ha presenziato con una macchina con un logo arcobaleno, simbolo di solidarietà per le vittime di Orlando. Questo ha persino cambiato il suo motto “affidabilità, professionalità, rispetto” in “orgoglio, uguaglianza, pace”. Anche il Federal bureau of investigation (Fbi) e il New York City fire department (Fdny) hanno partecipato con le proprie rappresentanze.

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