Acqua

Ghiaccioli al gusto di inquinamento. L’idea di un’artista di Taiwan

È la provocazione di tre studenti di design che hanno realizzato “Polluted Water Popsicles”, per sensibilizzare il pubblico sull’inquinamento delle acque. Li mangereste dei ghiaccioli così?

Studiano design al National Taiwan University of Arts, Hung I-chen, Guo Yi-hui e Cheng Yu-ti, i tre studenti che hanno prodotto un centinaio di ghiaccioli realizzati con l’acqua prelevata da altrettanti fonti inquinate del loro Paese.

Li si scarta come un normale ghiacciolo al gusto di menta o limone, solo che al suo interno si trovano dei gusti quantomai originali e certamente non commestibili. L’impatto è suggestivo e il risultato è evidente: sensibilizzare le persone sull’inquinamento delle acque. Un problema che anche l’isola asiatica si trova ad affrontare in questi anni.

Per realizzare il progetto “Polluted Water Popsicles”, Hung e il suoi colleghi hanno girato il Paese, raccogliendo campioni di acqua inquinata, di rifiuti abbandonati, con tanto di resti vegetali e di insetti. Dopodiché li hanno congelati, ricoperti di una patina di poliestere per la conservazione e per mantenerli traslucidi e incartati. Il risultato è raccolto in 100 scatti fotografici e visibili in una pagina Facebook e un breve video girato dal team di designer.

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Ghiaccioli all’inquinamento, diventeranno una mostra

L’accesso all’acqua potabile e la gestione integrata della risorsa idrica è una settore di importanza strategica, in particolare nelle grandi città e nei grandi agglomerati urbani, dove risiede la maggior parte delle persone. Secondo l’Onu ancora oggi sono 663 milioni le persone che non hanno accesso ad una fonte sicura di acqua potabile, mentre salgono a 2,4 miliardi quelle che non possono usufruire di servizi igienici.

Essendo un’isola dal forte impulso industriale, Taiwan deve fare i conti con l’accesso all’acqua diventato sempre più problematico. Ad oggi esistono due impianti di dissalazioni attivi, mentre un terzo dovrebbe entrare in funzione nel 2020. Negli scorsi anni lo stesso governo ha dovuto ammettere che l’isola si trova di fronte ad “una grave crisi idrica”, con fiumi e laghi ipertrofici (con eccessiva presenza di nitrati e fosfati, quindi di azoto e fosforo). Il risultato è che quasi il 60 per cento dei 50 fiumi della nazione sono in qualche modo inquinati.

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