Il servizio Copernicus ha rivelato di dati relativi allo scorso mese di agosto: raggiunto il record assoluto di caldo a livello mondiale.
Il governo del Giappone ha chiesto ad 1,1 milioni di persone di lasciare le proprie case. Nel 2018 le intemperie uccisero 218 persone.
Esattamente come accaduto nel luglio del 2018, il Giappone è sferzato da piogge torrenziali. Per evitare di ripetere l’incubo dello scorso anno, quando a causa delle intemperie morirono 218 persone, il governo di Tokyo ha disposto una misura straordinaria. Ovvero l’evacuazione di 1,1 milioni di residenti delle prefetture di Kagoshima e Miyazaki (nella porzione sud-occidentale del paese).
La procedura resta tuttavia non obbligatoria, e secondo la stampa locale sono moltissime le persone che hanno preferito rimanere nelle loro abitazioni. Eppure, secondo l’agenzia meteorologia nazionale, “se le piogge torrenziali proseguiranno, rischiamo di dover lanciare l’allerta massima”, che segnala una catastrofe imminente. “E a quel punto sarà troppo tardi per evacuare la popolazione”, ha precisato l’organismo.
Heavy rain or government inaction on the climate and ecological crisis?
Join our rebellion: https://t.co/PzxBohj9iuhttps://t.co/8099MvIx4S
— Extinction Rebellion ⌛️ (@ExtinctionR) 3 luglio 2019
Nella giornata di giovedì 4 luglio, sono state registrate inondazioni e smottamenti in alcune delle aree più colpite. La forza delle precipitazioni eccezionali è stata tale da creare fiumi in grado di spostare le auto in sosta e di abbattere o danneggiare alcune strutture, tra le quali almeno 80 case, secondo quanto riportato dall’emittente pubblica Nhk.
Tra le giornate giovedì e di oggi le intemperie hanno cominciato a spostarsi verso il centro del Giappone. Quindi arriveranno anche a colpire la porzione orientale dell’isola. I trasporti ferroviari risultano così complicati un po’ ovunque, mentre centinaia di scuole e uffici sono stati chiusi.
Japan has ordered 1 million people to evacuate their homes as torrential rain continues to batter the south of the country. pic.twitter.com/t14ioWmmju
— SCMP News (@SCMPNews) 4 luglio 2019
Gli accumuli registrati soltanto tra lunedì e mercoledì – riferisce il portale specializzato AccuWeather – hanno raggiunto i 554 millimetri a Nichinan City (prefettura di Miyazaki) e i 641,5 millimetri a Kanoya (prefettura di Kagoshima). Si tratta dei livelli più alti mai registrati in tali due località. Basti pensare che a Kanoya il record precedente era di 510 millimetri, e risaliva al 7 luglio del 1993.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Il servizio Copernicus ha rivelato di dati relativi allo scorso mese di agosto: raggiunto il record assoluto di caldo a livello mondiale.
Uno studio dell’Organizzazione meteorologica mondiale ha valutato l’impatto sanitario dei fumi dei mega-incendi, alimentati dalla crisi climatica.
Un nuovo rapporto dell’Unep ammette che l’obiettivo degli 1,5 gradi sul clima è fuori portata, ma indica un percorso per limitare i danni.
Dopo l’estate torrida c’è da aspettarsi temperature alte anche fino a novembre. E il calore del Mediterraneo potrebbe incidere sugli eventi estremi.
I negoziati sulla desertificazione alla Cop17 sono stati particolarmente difficili, con gli Stati Uniti che hanno bloccato numerose decisioni.
Nuovo record di temperatura negli oceani di tutto il mondo: un gruppo di governi chiede una tabella di marcia, in vista della Cop31.
Il bilancio è ancora provvisorio ma i dati raccolti in una serie di paesi europei indica decine di migliaia di morti per il caldo estremo.
Passare dalle promesse a risultati misurabili: è l’impegno della Cop17 sulla desertificazione in corso a Ulan Bator, in Mongolia.
Incendi sono divampati in numerose nazioni europee: una conseguenza diretta delle ondate di caldo estremo provocate dai cambiamenti climatici.
