L’Oim ha pubblicato il nuovo rapporto sulle rotte migratorie. Dal 2014 sono morte 82mila persone e se in Europa i numeri sono in diminuzione altrove la strage si fa più grave.
Quattro giorni di precipitazioni eccezionali hanno messo in ginocchio alcune regioni occidentali del Giappone. Almeno 179 le vittime.
15 luglio – Le inondazioni hanno provocato alla fine 218 morti.
11 luglio – Il bilancio quasi definitivo della drammatica ondata di piogge che si è abbattuta sul Giappone è di 179 morti. Ma non ci sono ancora notizie di almeno nove persone. Si tratta della più grave catastrofe dovuta ad un fenomeno meteorologico mai registrata sull’arcipelago dal 1982.
10 luglio – L’ultimo bollettino ufficiale in arrivo dal Giappone indica 141 morti e ancora dieci persone delle quali si sono perse le tracce.
Ore 17:15 – Le autorità giapponesi hanno reso noto un nuovo bilancio provvisorio: le vittime accertate sono 124. Altre due persone sono state rintracciate e “non danno segni apparenti di vita”. I dispersi sono ancora una sessantina.
Aggiornamento 9 luglio ore 9:50 – Secondo l’ultimo bilancio ufficiale – ma ancora provvisorio – fornito dalle autorità del Giappone, il numero di vittime causato da piogge e inondazioni ha ormai raggiunto quota 112. Altre tre persone versano in condizioni critiche, mentre i dispersi sono ancora 78. La prefettura di Hiroshima risulta la più colpita, con 44 decessi.
Un’ondata di piogge eccezionali si è abbattuta tra giovedì 5 e domenica 8 luglio su alcune regioni occidentali del Giappone. Le precipitazioni sono state letteralmente torrenziali, tanto da provocare inondazioni, smottamenti, frane e la morte di almeno 57 persone, secondo l’ultimo bilancio provvisorio diramato dalle autorità nipponiche.
Il numero di vittime potrebbe tuttavia essere ben più ampio: l’emittente di stato Nhk ha infatti parlato di almeno 81 morti e 57 dispersi. Intanto, il governo ha disposto l’evacuazione di più di due milioni di persone, ma non tutti sono riusciti a rispettare l’ordine, poiché in molti casi è risultato impossibile abbandonare le case. “È una corsa contro il tempo”, ha ammesso il primo ministro Shinzo Abe nel corso di una riunione d’emergenza con i ministri a Tokyo.
Le regioni più colpite sono quelle di Ehime, Hiroshima, Kyoto, Kochi, Gifu e Okayama. Le piogge hanno provocato piene straordinarie dei fiumi, isolato numerose località e intrappolato parte della popolazione. Circa 48mila tra pompieri, agenti di polizia e militari sono stati inviati sul posto, ma secondo quanto riferito dai media si sono trovati di fronte a condizioni estremamente complesse. Le immagini televisive mostrano persone sui tetti delle case che sventolano lenzuoli per cercare di essere individuati dai soccorritori.
L’agenzia meteorologica del Giappone ha diramato un’allerta massima in tutta l’area e previsto danni materiali enormi. Migliaia di abitazioni sono state in effetti sommerse e alcune decine abbattute dalla forza della corrente.
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