In Giordania scuole e moschee diventano centrali fotovoltaiche

In Giordania scuole e moschee investono su fotovoltaico per produrre energia elettrica, quella in eccesso viene venduta alla rete. Obiettivo diventare carbon neutral entro il 2050.

In Giordania, quasi tutte le moschee e molte scuole del Paese hanno investito in impianti a energia solare. I tanti tetti coperti con pannelli solari fotovoltaici stanno contribuendo ad abbassare le emissioni di CO2 e, allo stesso tempo, permettono a queste strutture di vendere l’energia rinnovabile non utilizzata e avere così nuove risorse economiche da investire nella scuola.

generazione energia-Giordania
Produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili per fonte in Giordania ©Iea

Amman punta a emissioni zero entro il 2050

Nella moschea di Ta’la Al-Ali ad Amman, l’installazione di pannelli solari sta rendendo le emissioni di carbonio dell’edificio prossime allo zero. Come questa, molte altre moschee e tanti altri edifici cittadini stanno passando alle rinnovabili con l’obiettivo di far diventare Amman una città ad emissioni zero entro il 2050. Essere “carbon neutral” non significa eliminare completamente le emissioni ma ridurle e, rispetto a quanto ancora viene rilasciato nell’atmosfera, trovare soluzioni che possano compensare e riassorbire, magari piantando alberi, il carbonio prodotto dalle proprie attività.

Moschea di Abu Darweesh al Amman
La maggior parte delle moschee in Giordania è dotata di pannelli solari fotovoltaici che le rendono autonome dal punto di vista energetico © David Bjorgen/Wikimedia

Luoghi di culto in prima fila per limitare le emissioni di CO2

Il progetto per rendere le moschee nelle città del Paese più ecologiche è iniziato nel 2014 grazie al ministero degli Affari religiosi. Nel corso degli anni, l’operazione si è estesa anche ad altri edifici cittadini come le scuole. Il progetto delle moschee green ha avuto successo, tanto che oggi quasi tutte le moschee in Giordania coprono il 100 per cento del loro fabbisogno energetico con fonti rinnovabili e molte stanno addirittura vendendo l’energia in eccesso alla rete nazionale. Pannelli solari, lampadine a led e altre iniziative di risparmio energetico stanno aiutando la gestione di questi edifici anche da un punto di vista economico. L’approccio green ora si sta espandendo anche nel settore turistico. Il Paese sta lavorando per incrementare l’offerta di vacanze dedicate agli ecoturisti, rendendo possibile soggiornare in resort a zero emissioni di carbonio lungo il salato Mar Morto o vicino al sito di Petra, patrimonio mondiale dell’Unesco.

Educare giovani e famiglie alla lotta ai cambiamenti climatici

Anche le scuole, in particolare ad Amman, stanno cercando di diventare più green. Nella capitale circa cento istituti stanno investendo nell’energia rinnovabile.

Al-Hoffaz, una delle prime scuole ad abbracciare la causa del solare nel 2013 e in cui oggi quasi il 95 per cento dell’energia utilizzata proviene da fonti rinnovabili; oltre ai pannelli fotovoltaici che coprono il campo da basket, il parcheggio degli insegnanti e gran parte del tetto, sta utilizzando impianti solari termici per la produzione di acqua calda e riciclando i rifiuti. Ma il passaggio cruciale è stato quello di introdurre l’educazione ambientale tra gli studenti in modo da far crescere la loro consapevolezza sui temi dell’energia e dell’ambiente. “Organizziamo sessioni di sensibilizzazione per studenti, genitori e insegnanti per essere sicuri che conoscano i vantaggi di diventare ecologici e utilizzare le energie rinnovabili”, ha detto alla Thomson Reuters Foundation Al Salaymah, vice direttore generale della scuola. “Non si tratta solo di installare pannelli solari, vogliamo essere verdi in ogni modo” ha aggiunto. “La mentalità è cambiata”, ha detto, “si è diffusa una maggiore sensibilità verso quelli che sono i rischi dei cambiamenti climatici”.

In Giordania la sfida è estendere l’energia pulita a tutti

Gli sforzi green non sono diffusi in modo uniforme nel Paese. Secondo la Banca Mondiale, la Giordania importa quasi il 96 per cento della sua energia sotto forma di combustibili fossili dai Paesi del vicino Medio Oriente. Il Governo si è impegnato a cambiare le cose e ridurre del 40 per cento entro il 2030 le emissioni di gas serra. L’idea è di arrivare a generare entro il 2022 il 20 per cento del proprio fabbisogno energetico autonomamente, attraverso fonti rinnovabili. Gli investimenti sono già partiti. All’inizio del 2018, la Abu Dhabi Future Energy Company ha messo sul piatto 188 milioni di dollari per finanziare lo sviluppo del più grande impianto solare della Giordania che dovrebbe essere in funzione a partire dalla prima metà del 2020. Esso fornirà energia a circa 110mila abitazioni eliminando dall’atmosfera 360mila tonnellate di anidride carbonica l’anno.

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