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Le foreste tornano protagoniste nell’ultima settimana del Giro d’Italia. Per celebrare questo bel viaggio una puntata speciale del podcast Ecotoni.
Il Giro d’Italia è terminato donandoci grandi emozioni, sportive certamente, ma anche forestali: come abbiamo imparato a scoprire assieme, le strade d’Italia sono spesso immerse nei boschi, ambienti che è importante conoscere per essere consapevoli di uno dei più grandi tesori nascosti d’Italia.
L’ultima settimana, finalmente accarezzata da qualche raggio di sole, ci ha mostrato le foreste alpine in tutta la loro bellezza, ma anche nella loro fragilità di fronte alla crisi climatica: i boschi colpiti dalla tempesta Vaia, ma anche le macchie rossastre degli abeti disseccati dal bostrico.
Alla Cima Coppi del Rifugio Auronzo, ai piedi delle Tre cime di Lavaredo, ad alzare le braccia al cielo dopo una lunga fuga tra i passi dolomitici (e le foreste subalpine) è stato un giovane ciclista colombiano, Santiago Buitrago, protagonista anche l’anno passato di una delle tappe più forestali del Giro. È a lui che abbiamo scelto di consegnare idealmente la nostra ambitissima “maglia verde bosco” per il ciclista che ha donato più emozioni in foresta! Tra l’altro, il suo arrivo solitario tra i ghiaioni dolomitici è stato accompagnato da un pino mugo che ha fatto capolino in mondovisione alle spalle del corridore: il coronamento ideale della nostra personale classifica forestale!
La tappa decisiva però non è stata, come tutti pensavamo, quella dei passi dolomitici ma la cronoscalata tra i boschi di faggio, abete rosso e abete bianco del monte Lussari, in Friuli-Venezia Giulia, a picco sulla più grande foresta demaniale d’Italia. Una salita durissima, spettacolare, che è già entrata nella leggenda della corsa rosa ribaltando la classifica del Giro alla penultima tappa, con Primoz Roglic che ha agguantato la maglia rosa per un pugno di secondi tra le urla, le bandiere e le lacrime della sua gente arrivata in massa dalla vicinissima Slovenia. Un Primoz Roglic davvero epico, che ha riscattato in pieno la beffa di quel Tour de France perso proprio in una cronoscalata finale, tre anni fa.
Tra i boschi del Lussari si è respirata tutta l’emozione e la bellezza che sa regalare il ciclismo, si sono palesate tutte le possibili metafore da legare a questo sport, soprattutto quando Roglic, a metà salita, ha avuto un problema meccanico che avrebbe potuto affossarlo psicologicamente. Invece ha stretto i denti e… forse ispirato dai boschi alpini (o almeno così ci piace pensarla) si è scoperto resistente e resiliente assieme.
Il Giro è terminato a Roma, sotto gli occhi divertiti del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e con l’immagine, in mondovisione, della sua foresta. Ebbene sì, in molti non lo sanno ma il presidente della repubblica italiana può godere di una bella foresta alle porte della capitale, la Tenuta di Castelporziano, che i corridori hanno lambito prima di immettersi nel bellissimo circuito tra i monumenti (e i pini domestici) della città eterna.
Per celebrare la conclusione di questo bel viaggio che abbiamo percorso assieme tra le foreste attraversate dal Giro d’Italia abbiamo realizzato una puntata speciale del podcast Ecotoni, prodotto da Compagnia delle Foreste. L’abbiamo registrata in diretta, mentre i corridori si accingevano sprintare per l’ultima volata della corsa rosa, chiedendo un contributo anche agli amici di Fsc Italia e Pefc Italia, i due schemi che certificano la gestione sostenibile delle foreste nazionali e mondiali.
Non ci resta che augurarvi buon ascolto e darvi appuntamento al prossimo Giro forestale d’Italia!
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