Giugno 2021 è stato un mese di temperature record in tutto il mondo

50 gradi in Kuwait, 30 in Siberia, Usa e Canada in preda agli incendi. Le temperature record di giugno 2021 la dicono lunga sulla crisi climatica.

Il mese di giugno 2021 è stato il più caldo di sempre nel Nord America e il secondo in Europa (superato soltanto da quello del 2020). Nella classifica globale invece compare al quarto posto dopo i mesi di giugno del 2016, 2019 e 2020, superando di 0,21 gradi centigradi la temperatura media registrata tra il 1991 e il 2020. I dati sono di Copernicus, il programma europeo che si occupa di osservazione e monitoraggio delle condizioni della Terra, e danno una chiave di lettura delle temperature record che sono state registrate in ogni angolo del Pianeta, dal Canada al Kuwait.

Temperature record di giugno 2021
Lo scostamento delle temperature registrate a giugno 2021 rispetto alla media degli ultimi quarant’anni © Climate Reanalyzer

Più di 30 gradi sopra il Circolo polare artico

Il 20 giugno la temperatura superficiale terrestre ha abbondantemente superato i 35 gradi centigradi in vaste aree della Siberia, toccando i 48 gradi vicino a Verkhojansk e i 43 a Govorovo. Ma il simbolo di quest’eccezionale ondata di caldo è Saskylakh, dove il 20 giugno la temperatura superficiale terrestre si attestava sui 37 gradi e quella atmosferica sui 31,9 (la più alta mai registrata dal 1936 prima del solstizio d’estate). Il dato fa riflettere soprattutto se si considera che Saskylakh è un villaggio della Jacuzia, a nord del Circolo polare artico, dove d’inverno le temperature oscillano tra i -35 e i -25 gradi centigradi e d’estate, di norma, le massime restano entro i 20 gradi.

Già nel 2020 Copernicus lanciava l’allarme sulla lunga e straordinaria ondata di caldo in Siberia. Nel 2021 la storia si ripete, seppure mantenendosi su dimensioni (per ora) più moderate. “Probabilmente non sappiamo perché la Siberia è una delle regioni che si scaldano di più in estate, ma possiamo osservarlo”, commenta il climatologo americano Judah Cohen.

Centinaia di incendi e di vittime tra Stati Uniti e Canada

486 persone morte improvvisamente, circa il triplo rispetto alla norma, e una cittadina – Lytton – pressoché rasa al suolo da un incendio dopo aver sfondato il tetto dei 49,6 gradi centigradi, la temperatura più alta mai raggiunta in Canada. È il tragico bilancio della cupola di calore che ha colpito a fine giugno la Columbia Britannica e che ha favorito il propagarsi di oltre 180 roghi. In tutto lo stato federato britannico scuole, centri vaccinali e università sono rimasti chiusi per diversi giorni per le condizioni meteo estreme.

lytton canada incendio
La cittadina di Lytton colpita dall’incendio © 2 Rivers Remix Society/Vimeo

Le cose non vanno meglio una volta oltrepassato il confine con gli Stati Uniti. All’aeroporto di Seattle il 26 giugno è stata rilevata la temperatura record di 42,2 gradi celsius. Più a sud, in Oregon, Portland ha toccato il suo massimo storico di 46,6 gradi, battendo il precedente primato che risaliva al 1965. Una novantina i morti accertati nei due stati americani.

Caldo a Portland
Un cooling center a Portland, cioè un luogo messo a disposizione della cittadinanza per rinfrescarsi ed evitare malori legati al caldo © Nathan Howard/Getty Images

L’Ungheria nella morsa del caldo

Domenica 27 giugno 2021, 24mo minuto del primo tempo di Paesi Bassi-Repubblica Ceca, valida per gli ottavi di finale di Euro 2020. D’accordo con entrambe le squadre, l’arbitro concede un “cooling break”, cioè una pausa per dare ai 22 in campo il tempo di dissetarsi e di rinfrescarsi. Il primo nella storia dei Mondiali Fifa risale al 2014; all’epoca in campo c’erano sempre i Paesi Bassi ma l’avversario era il Messico e lo stadio era quello di Fortaleza, in Brasile. Pochi immaginavano che sarebbe tornato utile anche a Budapest, dove si è giocato il match degli Europei.

In Ungheria il giorno più torrido è stato giovedì 24 giugno, con una media nazionale di 37 gradi centigradi (ben 10 al di sopra della media) e un picco di 40 gradi a Fülöpháza, nella Grande pianura meridionale a sud del Danubio. Il servizio meteo nazionale, fin dalla sua fondazione nel 1901, non aveva mai registrato una temperatura simile.

Temperature record nella Penisola arabica

53,5 gradi centigradi. È difficile persino da immaginare, ed è ufficialmente la temperatura più alta mai toccata dall’inizio del 2021 fino a oggi. È stata segnata il 1° luglio nella città di al Jahra, in Kuwait, come culmine di un’ondata di caldo che è iniziata a fine giugno e ha travolto tutta la penisola arabica. Tra la fine di giugno e i primi giorni di luglio sono stati superati i 50 gradi centigradi anche in Iraq, dove la popolazione è alle prese con black-out diffusi e alcune amministrazioni locali hanno concesso giornate di ferie per scongiurare malori sul lavoro; in Iran, con i 51 gradi di Omidiyeh; e anche negli Emirati Arabi Uniti, in Oman e in Arabia Saudita.

L’inverno è mite in Nuova Zelanda

Nell’emisfero opposto siamo in pieno inverno, ma è un inverno anomalo. Il National institute of water and atmospheric research (Niwa) parla chiaro: con una media che supera di ben 2 gradi centigradi quella che viene solitamente registrata nello stesso periodo, il mese di giugno in Nuova Zelanda è ufficialmente il più caldo da quando sono iniziate le rilevazioni, nel 1909. Le vere e proprie temperature record sono i 22 gradi toccati, in giornate diverse, nelle località di Hastings (sulla costa orientale dell’Isola del nord) e Leigh (meno di un centinaio di chilometri a nord di Auckland).

I motivi, si legge nel quotidiano Guardian, vanno ricercati nelle masse d’aria calda in arrivo dalle zone subtropicali, nella superficie del mare più calda del solito e, in ultima analisi, nei cambiamenti climatici che hanno già alzato di un grado centigrado la media della nazione insulare nell’arco di questo secolo.

L’ondata di caldo ha travolto anche i paesi scandinavi

Nemmeno i paesi scandinavi, abituati a ben altre estati, sono stati immuni a quest’ondata di caldo. In Finlandia, con 16,5 gradi centigradi di media e la soglia dei 25 gradi superata per ben 25 giorni su 30, il mese di giugno 2021 è stato il più caldo mai registrato dal servizio meteo nazionale. Le rilevazioni sono iniziate nel 1844 e il precedente record risaliva al 1953. Nei pressi di Parikkala, non distante dalla frontiera con la Russia, la colonnina di mercurio ha toccato i 33,6 gradi. In Svezia, invece, giugno del 2021 è sul terzo gradino del podio dei più caldi di sempre.

Articolo aggiornato il 7 luglio 2021

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È anche il titolo di una celebre pellicola neorealista di Roberto Rossellini. Una citazione più che mai dovuta perché la crisi climatica, in Germania e non solo, è più reale che mai.