Con GoGoBus, ora si condivide anche l’autobus

Pensato per raggiungere eventi, concerti, ma anche per andare al mare o in montagna con la famiglia. Costi ridotti e ridotte emissioni.

È la nuova frontiera della condivisione di un veicolo e del proprio tragitto. Una nuova offerta nel mercato sempre più evoluto della sharing economy. Dopo l’auto, la bici, o semplicemente il tragitto casa lavoro, ora è possibile condividere anche l’autobus.

 

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A sinistra Emanuele Gaspari, di Verona. A destra Alessandro Zocca, di Bergamo.

 

È l’idea di Alessandro Zocca, 28 anni ed Emanuele Gaspari, 32 che ha dato vita a GoGoBus, nuovo servizio di bus sharing. Inaugurato il 29 maggio 2015 con la prima corsa da Roma a Milano, oggi il servizio conta circa 3 mila viaggiatori trasportati, in continua crescita.

 

“Ci siamo accorti che in Italia il pullman è ancora poco usato come mezzo di trasporto”, spiega Alessandro Zocca uno dei due fondatori di GoGoBus. “Si tratta di un mezzo economico ed ecologico se utilizzato con alti tassi di riempimento. Ci siamo così resi conto che potevamo offrire un servizio economico e togliere, allo stesso tempo, un po’ di auto dalle strade”.

 

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Il team di GoGoBus.

Come funziona GoGoBus

Il servizio disponibile sia tramite web che applicazione mobile, dà la possibilità di prenotare una corsa da città a città o da città ad aeroporto, di prenotare un autobus per raggiungere un evento piuttosto che un concerto o di comprare un biglietto per una destinazione che sia già stata confermata. Unica clausola perché la corsa vada a buon fine è il raggiungimento di un numero minimo di partecipanti (19). “In molti scelgono questo servizio per andare ad un evento, come ad esempio un concerto perché permette di raggiungere la meta in tutta tranquillità e di avere un veicolo per il ritorno appena terminato il concerto”, racconta Zocca.

 

Ma non solo. GoGoBus è utilizzato nella formula “bus del mare”, dedicato alle famiglie e pensato per raggiungere le località turistiche. “Ci saranno delle partenze dalle province di Torino, Milano e Bergamo per la Liguria, mentre da Verona e Vicenza per la riviera jesolana”, spiega Zocca. “Una giornata al mare spendendo meno del treno, senza coda e senza stress. Un’iniziativa sperimentata l’anno scorso e che ripeteremo quest’anno”.

 

Utilizzare gli autobus che tornano vuoti

Ma la vera novità del servizio e forse la vera intuzione “green” è quella di sfruttare le corse vuote degli autobus che ritornano nei luoghi di partenza. “Nel nostro Paese circolano quotidianamente centinaia di pullman da turismo con il solo autista a bordo: questo in virtù del fatto che molti gruppi, raggiunta la destinazione di arrivo, vi rimangono per alcuni giorni imponendo necessariamente all’autista di tornare all’autorimessa senza passeggeri”, sottolinea Zocca.

 

“Parliamo quindi di autobus che circolano, inquinando, con il solo autista a bordo e che possono invece trasportare, con costi contenuti, chiunque voglia cogliere l’occasione al volo, prenotando direttamente on line, anche all’ultimo momento, il proprio posto”. In questo caso non serve raggiungere il numero minimo, perché il viaggio è comunque confermato. Da una parte le aziende di autotrasporti possono guadagnare qualcosa in più da un viaggio altrimenti vuoto, dall’altra si risparmiano le emissioni perché si evita la scelta di un altro mezzo di trasporto.

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