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In India la prima civiltà, la civiltà vallinda, ha inizio nel 2800-2600 a.C. Più tardi, tra il 2500 e il 1800 a. C. nascono i primi insediamenti urbani
In India la prima civiltà, la civiltà vallinda, ha
inizio nel 2800-2600 a.C. Più tardi, tra il 2500 e il 1800
a. C. nascono i primi insediamenti urbani e si sviluppa la
civiltà delle grandi città della valle dell’Indo
(India del nord).
Tra il 1500 e il 1200 a.C. gli Arya, che pare vengano dal
nord-ovest, si impongono alla popolazione autoctona dei Dravida per
superiorità sia bellica che culturale. Gli Arya introducono
la cultura vedica che darà un’impronta fondamentale al
pensiero indiano.
Una delle ipotesi storiche è che la cultura vedica abbia
radici nella religione indoiranica appartenente a quelle
antichissime popolazioni di ceppo linguistico comune che vivevano
nella zona tra il Caucaso e l’India e che intorno alla metà
del II millennio a.C. si divisero in due gruppi: uno si
stanziò nell’altipiano iranico, l’altro nell’India
settentrionale.
E’ curioso vedere come da questo comune retroterra linguistico e
religioso si svilupparono sia lo zoroastrismo iranico che il
vedismo indo-ario: queste due tradizioni presentano alcune
corrispondenze rispetto ai concetti, ai riti e anche ai nomi di
alcune divinità. Ad esempio il termine sacerdote è in
iranico “athravan” e in sanscrito “atharvan”, così come il
termine induista “soma”, bevanda sacrificale, è in iranico
“haoma”.
Tornando all’India, tra il 1200 e il 900 a.C. gli Arya si
sedentarizzano ed ha inizio il periodo vedico che vede l’espansione
degli Arya, con una penetrazione nel territorio che arriva fino
alla pianura del Gange centrale e orientale (odierna zona di Delhi)
e prosegue nel tempo fino al 600 a. C.
Questi sono i periodi dei Veda e dei Brahmana, del diffondersi di
una visione della realtà e di una spiritualità che
impronteranno di sé profondamente l’India e che sono tuttora
aspetti vivi della cultura indiana.
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