Dopo 16 anni di governo è arrivata una pesante sconfitta per Viktor Orbán alle elezioni legislative in Ungheria. Ora il paese tornerà a cooperare con l’Unione europea.
La popolazione di Hong Kong ha lanciato un messaggio al governo e alla Cina:17 dei 18 consigli distrettuali saranno guidati da esponenti pro-democrazia.
Le elezioni locali che si sono tenute ad Hong Kong nella giornata di domenica 24 novembre hanno visto trionfare i candidati pro-democrazia. E hanno lanciato in questo senso un messaggio chiaro al governo e alla Cina: la popolazione sostiene il gigantesco movimento di contestazione che attraversa ormai da mesi l’ex colonia britannica.
In a stunning sign of support for the protests that have roiled Hong Kong this year, more than half of the 452 seats in Sunday’s local district council elections flipped from pro-Beijing to pro-democracy candidates. https://t.co/5keoE63aGH
— The New York Times (@nytimes) November 25, 2019
I risultati sono ancora parziali ma la vittoria schiacciante dei candidati che sostengono un’apertura democratica appare evidente. E ciò in 17 dei 18 diciotto consigli distrettuali, finora governati da personaggi allineati all’esecutivo. Su un totale di 452 seggi, infatti, soltanto poche decine saranno occupati da esponenti che sostengono l’allineamento alla Cina.
Mentre lo spoglio è ancora in corso, nella mattinata di lunedì, il ministro degli Affari esteri di Pechino, Wang Yi, ha tuttavia ribadito che “Hong Kong fa parte della Cina. Ogni tentativo di destabilizzazione fallirà”. Da parte sua, invece, Carrie Lam, capo del governo locale, si è mostrata più aperta, parlando di “rispetto dei risultato” e di “ascolto” delle richieste provenienti dalla popolazione.
Hong Kong democrats romp to a landslide and symbolic majority in district council elections after residents turn out in record numbers to vote following six months of anti-government protests in the embattled city https://t.co/dA10UD4fj0 by @joshjonsmith pic.twitter.com/KsG1s5Pd5u
— Reuters (@Reuters) November 25, 2019
Per la leader di Hong Kong, tuttavia, si tratta in qualche modo di una sorpresa. La natura spesso violenta delle manifestazioni l’aveva infatti indotta a pensare che la “maggioranza silenziosa” degli elettori l’avrebbe sostenuta. La richiesta di un cambiamento politico appare invece ormai radicata e diffusa.
A confermarlo è stata anche l’affluenza alle urne, che ha raggiunto un record storico pari al 71 per cento. Il che significa che ad esprimersi sono stati 2,94 milioni di persone, su un totale di 7,3 milioni di abitanti. Al precedente scrutinio, quattro anni prima, soltanto 1,4 milioni di elettori erano andati a votare.
Pro-democracy candidates grab 388 seats in Hong Kong’s district council elections, a stunning net gain of 263, according to local media, with the establishment holding on to 59 and five going to independents @AFPgraphics pic.twitter.com/Ztou9qNnf1 — AFP news agency (@AFP) November 25, 2019
I leader del movimento di protesta hanno commentato i risultati spiegando che “ora Lam deve rispondere alle richieste del popolo e dare una possibilità ai giovani”. Sono in particolare cinque le rivendicazioni avanzate, tra le quali spicca l’apertura di un’inchiesta sulle violenze perpetrate dalla polizia sui manifestanti. Culminate con l’esplosione di colpi di arma da fuoco da parte delle forze dell’ordine, che hanno portato alla morte di uno studente di 22 anni, Chow Tsz-lok.
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