I racconti di Parvana, il lungometraggio di Angelina Jolie sulla situazione delle donne afgane

Nella Giornata contro la violenza sulle donne, arriva nei cinema italiani I racconti di Parvana, la storia di una ragazzina afgana di undici anni costretta a fingersi un maschio per prendersi cura della propria famiglia.

Diritti delle donne, emancipazione femminile, audacia e tanto coraggio. È questo ciò di cui parla I racconti di Parvana, il film d’animazione candidato all’Oscar basato sul romanzo Sotto il burqa di Deborah Ellis e prodotto da Angelina Jolie nel 2017.

“Il film è stato girato non solo con un messaggio politico sui diritti delle donne, ma ha cercato in particolare di raccontare in maniera pragmatica questa storia attraverso gli occhi di una bambina”, ha affermato la regista Nora Twomey.

La storia di Parvana

Distribuito nelle sale italiane lunedì 25 novembre, in concomitanza con la Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza sulle donne, da Wanted cinema con il patrocinio di Amnesty International Italia, I racconti di Parvana narra la storia di una ragazza di undici anni che vive con la sua famiglia nella Kabul del 2001, poco prima dell’11 settembre e dell’intervento militare statunitense.

Cresciuta da sempre sotto il regime talebano, che dilania il paese con continue guerre, la piccola Parvana si ritrova a dover badare da sola alla propria famiglia dopo che suo padre viene arrestato ingiustamente. Ma Parvana è una ragazza e vive in un paese e in un momento storico ancora diviso da profonde disuguaglianze di genere.

Per sopravvivere decide così di tagliarsi i capelli e fingersi un maschio, rischiando in ogni momento di essere smascherata. La determinazione di ritrovare suo padre è però più forte della paura. Sotto queste nuove vesti scopre una libertà che ancora troppo spesso viene negata alle bambine afgane: può girare per le strade senza temere di essere molestata, stringere nuove amicizie e acquistare ciò di cui la sua famiglia ha bisogno per sopravvivere.

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Parvana e i diritti delle donne

“Tra fiaba e vita reale, Parvana riporta alla nostra attenzione la situazione delle donne in Afghanistan. In questo paese che l’Europa giudica ‘sicuro’ muoiono ogni anno sempre più civili e le coraggiose attiviste per i diritti delle donne affrontano rischi quotidiani per difendere il proprio ruolo e la propria dignità”, ha spiegato Amnesty International dopo concesso il proprio patrocinio a questo lungometraggio che “celebra con attenzione e rispetto la cultura, la storia e la bellezza dell’Afghanistan. È un film sul coraggio delle donne e la forza dell’immaginazione e del racconto contro l’oppressione e la discriminazione”.

Perché come recita il papà di Parvana in una delle storie che le racconta: “Le favole rimangono nel cuore, quando tutto il resto se ne va”.

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