I fiori del mare

Piccoli grandi segni dell’inciviltà umana che, a volte, diventano arte grazie alla sensibilità e alla creatività di qualcuno.

Un pezzo di legno. Un tappo di plastica. Un frammento di vetro
levigato dalle onde. In fin dei conti è capitato a tutti,
prima o poi, di “inciampare” in un rifiuto abbandonato dal mare
mentre si fa una passeggiata sul bagnasciuga.

Piccoli grandi segni dell’inciviltà umana che, a volte,
diventano arte grazie alla sensibilità e alla
creatività di qualcuno.

E’ il caso dell’artista Marillina Fortuna, che inaugura il 22 di
marzo, Giornata mondiale dell’acqua, nell’ambito della
manifestazione (con)Temporary art, la sua nuova personale,
dall’emblematico titolo Aquae.

“I materiali che utilizzo li raccolgo solo ed esclusivamente al
mare”, ci racconta, “ed è vero che sono i rifiuti nostri,
però l’acqua in qualche modo li cambia. E poi facendo pesci,
fiori, terre, in qualche modo l’acqua c’entra tantissimo.” I
soggetti dell’artista, infatti, sono essenzialmente legati al mare
e alla terra.

Per rispettare ancor di più l’ambiente, Marillina non colora
i pezzi che raccoglie, cerca di non usare colle, solventi. Li
compone così, come li trova in acqua, con chiodi e viti, su
pannelli in legno povero.

Le chiediamo che rapporto ha con questo elemento. “E’ qualcosa che
non ha un riferimento cerebrale. E’ una cosa interna, spontanea. La
passione per il mare coinvolge anche la passione per l’acqua. E’
qualcosa che mi porto dietro da sempre.”

Un’arte allegra, colorata, che fa sorridere e pensare. Che
sensibilizza anche i ragazzi, visto che Marillina conduce
laboratori con alcune classi del Liceo Ariosto di Ferrara, al tema
dell’acqua e del mare.

 

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