Cooperazione internazionale

Il 18 dicembre è la Giornata mondiale dei migranti

Si contano oggi 120 milioni di immigrati in tutto il mondo il cui apporto all’economia dei paesi che li accolgono è fondamentale.

La storia è bizzarra, compie giri tortuosi per poi ripresentarsi ciclicamente, sempre uguale a se stessa, o forse siamo noi che non impariamo niente dal passato. Meno di 150 anni fa il nostro popolo migrava in massa verso l’ignoto, in cerca di quel futuro che l’Italia sembrava non poter offrire. In tempi più recenti il nostro Paese è diventato la terra promessa per molti migranti in fuga da fame, guerre e regimi, qualcuno ha visto in questi disperati un nemico, scordandosi come i nostri avi abbiano compiuto lo stesso percorso, solcando i mari alla ricerca di una speranza.

Migranti diretti a Lampedusa
Il numero di rifugiati e migranti che tentano la pericolosa traversata del Mediterraneo centrale dalla Libia all’Italia è aumentato negli ultimi anni © Chris McGrath/Getty Images

Una storia di migrazione

Andando ancora più indietro nel tempo non possiamo non notare come la migrazione abbia caratterizzato la storia della nostra specie. L’Homo sapiens ha iniziato ad abbandonare l’Africa orientale per diffondersi in tutta l’Eurasia, le Americhe e l’Australia circa due milioni di anni fa. I nostri antichi progenitori si spostarono per far fronte ai cambiamenti climatici, proprio come sono costrette a fare oggi migliaia di persone il cui numero è destinato ad aumentare. “La migrazione fa parte della nostra storia. Cambiamenti climatici, pressione demografica, instabilità, crescenti disuguaglianze e aspirazioni a una vita migliore, così come il bisogno di forza lavoro, ci dicono che il fenomeno migratorio è una realtà destinata a restare. Occorre pertanto una cooperazione internazionale efficace nella gestione delle migrazioni per garantire che i benefici che ne derivano siano distribuiti nel modo più ampio possibile e che al contempo siano tutelati i diritti umani dei migranti, così come riconosciuto dall’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile”, ha dichiarato il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres.

Come è nata la Giornata dei migranti

Il 18 dicembre si celebra la Giornata mondiale dei migranti istituita dall’Onu nel 2000. La data coincide con l’adozione della Convenzione internazionale sui diritti di tutti i lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie avvenuta il 18 dicembre 1990. Gli Stati membri, le associazioni governative e non governative sono invitati ad osservare la giornata attraverso la diffusione di informazioni sui diritti umani e sulle libertà fondamentali dei migranti.

Rifugiati climatici
I cambiamenti climatici hanno acuito eventi atmosferici come le alluvioni, contribuendo ad incrementare il numero dei rifugiati climatici © Allison Joyce/Getty Images

Migrazione e sviluppo

In occasione dell’incontro sulla Migrazione internazionale e lo sviluppo, svoltosi nell’ottobre 2013, gli stati membri hanno adottato all’unanimità una dichiarazione che riconosce l’importanza del contributo che le migrazioni hanno apportato allo sviluppo e che chiede maggiore cooperazione per affrontare le sfide della migrazione irregolare. La dichiarazione ha sancito anche la necessità di rispettare i diritti umani dei migranti, condannando le manifestazioni di razzismo e di intolleranza, e di promuovere le norme internazionali del lavoro.

Il valore della migrazione

“La migrazione è un potente motore di crescita economica e inclusione e permette a milioni di persone di cercare nuove opportunità, favorendo allo stesso modo le comunità di origine e di destinazione – ha dichiarato António Guterres in occasione della giornata del 2018. – Ma quando mal regolata, la migrazione può intensificare le divisioni all’interno della società, esporre le persone allo sfruttamento e agli abusi e minare la fiducia nel governo”. In tal senso è importante l’adozione dell’accordo Onu chiamato Global compact for safe, orderly and regular migration. Il documento, firmato da oltre 190 paesi, ma non dall’Italia, prevede la condivisione di alcune linee guida generali sulle politiche migratorie, partendo dall’assunto che sia necessario  affrontare a livello internazionale l’emergenza della migrazione e creare una rete per l’accoglienza di migranti e rifugiati. L’Italia, che ha deciso di fare un passo indietro e non firmare l’accordo e di non partecipare al summit Onu di Marrakech, si colloca dunque sulla stessa linea di paesi estremamente conservatori e ostili ai migranti, come Polonia, Bulgaria, Ungheria e Slovacchia.

Migrazione sicura

L’edizione del 2017, il cui tema era Migrazione sicura in un mondo in movimento, mirava a sottolineare il chiaro legame tra migrazione e sviluppo ma anche ad attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla necessità di una cooperazione internazionale per superare le sfide e le difficoltà della migrazione.

Campo di accoglienza per migranti
Migliaia di migranti sono costretti a stazionare in condizioni precarie nei vari campi profughi © Christopher Furlong/Getty Images

Il ruolo dell’Onu

L’obiettivo delle Nazioni Unite è quello di favorire il dialogo e l’interazione tra le varie nazioni, stimolando inoltre lo scambio di esperienze e opportunità di collaborazione. Il 19 settembre 2016 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, in occasione del primo vertice sui grandi movimenti migratori, ha adottato una serie di impegni confluiti nella Dichiarazione di New York per i rifugiati e i migranti. La Dichiarazione, sottoscritta da tutti i 193 stati membri, è stata formulata per arrivare a una più equa condivisione delle responsabilità relativa ai rifugiati nel mondo e ha aperto la strada all’adozione di due nuovi accordi.

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