L’Oim ha pubblicato il nuovo rapporto sulle rotte migratorie. Dal 2014 sono morte 82mila persone e se in Europa i numeri sono in diminuzione altrove la strage si fa più grave.
A causa del vento una nave si è messa di traverso bloccando il traffico nel canale di Suez. Potrebbero volerci giorni per rimuoverla, con gravi conseguenze per il commercio.
Ci sono centinaia di imbarcazioni incolonnate nel canale di Suez, dopo che nelle scorse ore la nave portacontainer Ever Given si è incagliata e messa di traverso. L’incidente, senza conseguenze per l’equipaggio, è stato definito il più grande nella storia dal canale, che ha vissuto altre situazioni simili in passato ma mai di una tale portata. La situazione è critica al punto che ci potrebbero volere molti giorni per far ripartire la nave, con gravi conseguenze per il commercio mondiale.
La nave Ever Given, della compagnia taiwanese Evergreen Marin, è un colosso di 400 metri di lunghezza e 59 di larghezza, partito dalla Cina e diretto con i suoi container nel porto olandese di Rotterdam. Alle 7.40 ora locale di martedì mattina, a causa della scarsa visibilità e del forte vento, il cargo ha perso il controllo, si è messo di traverso nel canale di Suez e si è incagliato nella sabbia, ostruendo il passaggio.
Non è la prima volta che avviene un incidente di questo tipo. Nel 2017 una nave aveva avuto un problema tecnico e si era fermata nel mezzo del canale, ma in poche ore era stata riparata e i disagi erano dunque stati limitati. Oggi la situazione è differente e più complessa, tanto che alcuni esperti dicono che ci potrebbero volere diversi giorni per ripristinare la navigazione.
Numerosi escavatori sono al lavoro per rimuovere la sabbia in cui si è arenata la chiglia, mentre si aspetta il contributo dell’alta marea. È anche possibile che dovranno essere tolti tutti i container dall’imbarcazione per renderla più leggera e favorire il processo di disincagliamento. Intanto in queste ore centinaia di navi si trovano in coda dietro alla Ever Given, impossibilitate a proseguire nella navigazione, sebbene una parte della circolazione sia ripresa grazie alla riapertura di un vecchio tratto del canale.
L’incidente nel canale di Suez potrebbe avere ripercussioni importanti sul commercio, già in ginocchio a causa dell’emergenza sanitaria. Il canale di Suez, lungo 190 chilometri, è una rotta marittima fondamentale per l’economia globale, seconda solo al canale di Panama. Di qui passa il 10 per cento circa del commercio mondiale e il ritardo nella navigazione dovuto all’incidente delle scorse ore rischia di creare un effetto domino nelle catene di approvvigionamento, per quanto le compagnie contino sempre degli imprevisti di qualche giorno nelle loro tabelle di navigazione.
Come ha sottolineato il giornale Al Arabiya, la parziale sospensione del traffico potrebbe creare “un’onda di interruzioni nella catena di forniture energetiche globale”. Dal canale passano infatti diverse petroliere e alcune di esse si trovano incolonnate, mentre oggi il prezzo del greggio ha già fatto segnare un incremento superiore al 2 per cento. Problematiche simili potrebbero poi derivare anche per altri settori dell’economia, motivo per cui i lavori di rimozione si sono trasformati in una vera e propria corsa contro il tempo.
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