L’India punta ad avere tutte le auto elettriche entro il 2030

L’annuncio del ministro dell’Energia che ha dichiarato che il Governo ci lavorerà già da aprile. “Vogliamo guidare il mondo, piuttosto che inseguirlo”.

Uno dei paesi che più sta crescendo, uno dei più popolosi e uno dei maggiori produttori di emissioni climalteranti al mondo, pare abbia intrapreso una strada precisa: quella di essere il primo al mondo ad avere solo auto elettriche circolanti entro il 2030.

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Il ministro dell’Energia Piyush Goyal. Reuters

Lo ha annunciato il ministro per l’Energia, Piyush Goyal, durante una conferenza stampa tenutasi a Nuova Delhi, a fine marzo. “L’India può diventare la prima nazione di queste dimensioni nella quale circolerà il 100 per cento di veicoli elettrici”, riporta il Times of India. “E stiamo provando a fare in modo che questo programma si autofinanzi”.

Come non è ancora ben chiaro, ma pare che il governo di Nuova Delhi stia lavorando “ad un sistema per fornire le auto elettriche senza anticipo, in modo tale che le persone possano pagarle (a rate) grazie al risparmio sulla benzina”, ha specificato Goyal. “L’innovazione è possibile, basta avere una mente aperta”.

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Una strada trafficata a Mumbai. Gareth Copley / Getty

Certo l’esecutivo guidato da Narendra Modi già da tempo sta investendo per ridurre la dipendenza dell’India dai combustibili fossili. Tendenza confermata dalle ultime analisi di Moody’s, che calcola che la capacità installata crescerà fino a 175 gigawatt entro il 2022, dagli attuali 37. Quattro volte tanto.

Il cambiamento potrebbe avvenire a piccoli passi. Già ora sta crescendo la quota di biocarburanti utilizzati nei trasporti, mentre è di pochi giorni fa l’annuncio dell’apertura di decine di stazioni di rifornimento di gas naturale, certamente meno inquinante del gasolio.

Di sicuro il paese deve prima di tutto risolvere i problemi di approvvigionamento energetico, visto che in molte aree rurali l’energia elettrica non arriva neppure. Certamente le rinnovabili potranno aiutare la transazione. “Vogliamo guidare il mondo piuttosto che inseguirlo”, conclude il ministro. “L’India sarà la prima nazione a pensare a questo tipo di obiettivo”.

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