Diritti animali

Lo stato di Nagaland, in India, ha chiuso con la carne di cane

Nel Nagaland, uno stato nel nordest dell’India, sono stati finalmente vietati il commercio, il consumo e la vendita di carne di cane.

Nel Nagaland, uno stato nordorientale dell’India che conta poco meno di due milioni di abitanti, ora è vietato importare, commerciare o vendere carne di cane, cotta o cruda. Lo ha annunciato il segretario di stato Temjen Toy.

Una decisione presa grazie ad alcune foto circolate sul web

Questa decisione arriva in seguito alle pressioni, sempre più forti, degli attivisti locali. A dare la spinta finale sono state alcune immagini crude e diventate virali sui social network, stando a quanto riportato da alcuni mezzi d’informazione locali.

Maneka Gandhi, una politica indiana impegnata nella notta per i diritti degli animali e nella protezione dell’ambiente, ha presentato un appello al governo del Nagaland esortandolo ad agire dopo aver visto quelle foto. Il suo gesto “ha spinto oltre 125mila persone a scrivere agli ufficiali locali, chiedendo loro un divieto sul commercio di carne di cane”, si legge sul quotidiano The times of India. “La compassione è l’anima della nostra nazione” ha poi scritto Gandhi su Twitter.

30mila cani sono finalmente salvi

Humane society international, una ong impegnata a mettere fine a questa pratica disumana, ha definito questo evento “un punto di svolta importantissimo nella lotta contro il crudele commercio di carne di cane, che troppo spesso passa inosservato” e ha offerto il suo aiuto al governo per fare in modo che la legge venga implementata correttamente. Si stima infatti che siano circa 30mila i cani commerciati illegalmente all’interno dei confini del Nagaland, dove vanno incontro ad una fine tragica, uccisi a bastonate nei mercati di animali vivi dello stato.

Come molto spesso accade, alcuni gruppi locali hanno definito questa nuova legge “un attacco diretto alle tradizioni culinarie dello stato”. Consumare la carne di cane è infatti già illegale in alcune parti dell’India, ma specialmente negli stati nordorientali è ancora considerata una prelibatezza.

Sempre più divieti contro il consumo di carne di cane

Nel mese di marzo, lo stato indiano di Mizoram ha passato una legge con cui metteva fine al commercio di carne di cane, rimuovendo definitivamente i migliori amici dell’uomo dalle liste degli animali da reddito.

E fuori dai confini indiani si moltiplicano ugualmente le notizie di amministrazioni locali che vietano l’uccisione di cani a scopi alimentari. Nel 2018, in Sud Corea, ha chiuso il più grande mattatoio di carne di cane del paese. Dall’inizio di quest’anno, le città di Shenzhen e Zhuhai, in Cina, hanno proibito il consumo di cani e gatti e malgrado il paese abbia comunque celebrato il sadico festival di Yulin, gli attivisti ritengono che potrebbe finalmente essere giunto alla sua ultima edizione.

Non ci si può ancora ritenere soddisfatti perché ci vorrà del tempo prima che tutti i cani del mondo possano finalmente ritenersi salvi, ma il cambiamento sta arrivando, inarrestabile.

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