Hyundai Ioniq ibrida plug-in, adesso il casa-ufficio in solo elettrico è realtà

Con oltre 60 chilometri di autonomia elettrica, Hyundai Ioniq plug-in unisce idealmente i vantaggi di un’auto elettrica e di una ibrida. L’abbiamo messa alla prova.

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Da quando è arrivata nella prima metà del 2016, prima nella versione ibrida, poi in quella elettrica, Hyundai Ioniq ha vinto tredici premi europei, il suo stile ha conquistato il prestigioso Red Dot Design Award, la sua sicurezza è stata premiata con le 5 stelle Euro Ncap. Bingo! Nel frattempo, il mercato delle auto ibride è cresciuto, erodendo mercato soprattutto ai diesel.

Con la versione plug-in, la “trilogia” Ioniq giunge alla sua conclusione. Una versione – che qui incontriamo per la prima volta – che conserva la meccanica del doppio motore ma con un pacco batterie più grande che può essere ricaricato anche dalla rete elettrica domestica. Il risultato? L’auto ibrida plug-in diventa l’anello ideale di congiunzione fra le auto ibride tradizionali e le auto elettriche, unendo idealmente i valori di entrambe le soluzioni. A questo si aggiunga che Hyundai prevede di costruire quattordici modelli fra elettrici e ibridi entro il 2020, e il primo sarà la versione elettrica della recente suv  Kona, che debutterà nel corso del 2018 su una piattaforma inedita con un’autonomia dichiarata di 500 km.

Ioniq plug-in è l'ibrida Hyundai che combina un motore 1.6 benzina 4 cilindri a iniezione diretta con un motore elettrico da 45 kW alimentato da una batteria di 8,9 kWh agli ioni polimeri di litio.
Ioniq plug-in è l’ibrida Hyundai che combina un motore 1.6 benzina 4 cilindri a iniezione diretta con un motore elettrico da 45 kW alimentato da una batteria di 8,9 kWh agli ioni polimeri di litio.

 

 

La Hyundai Ioniq plug-in hybrid in breve

La versione ibrida plug-in della Hyundai Ioniq unisce un efficiente motore 1.6 benzina 4 cilindri a iniezione diretta, con uno dei rendimenti termici più interessanti della categoria, che eroga 105 cavalli di potenza. A questo si aggiunge un secondo motore, questa volta elettrico, che con i suoi 45 kW (che si possono tradurre in 61 cavalli) costituisce il cuore del sistema ibrido. Il tutto è completato da una batteria di 8,9 kWh agli ioni polimeri di litio che può ricaricarsi attraverso la rigenerazione del sistema ibrido, ma anche e soprattutto da una normale presa domestica. Il risultato? La Ioniq plug-in garantisce fino a un massimo di 63 chilometri (dichiarati) di guida in solo elettrico, un bel vantaggio per chi – e sono in molti – dista meno di 30 chilometri dall’ufficio. Per non parlare di chi, possedendo magari un garage a casa e un parcheggio con una presa di corrente nel posto di lavoro,  riesce agevolmente a ricaricare l’auto anche senza una colonnina elettrica (ancora merce rara in Italia). E per un ‘pieno’ di energia, utilizzando una presa Mennekes, servono poco più di due ore.

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All’interno la versione plug-in ha molto in comune con le altre Ioniq, soprattutto con quella elettrica. Il posto guida è comodo con le regolazioni elettriche del sedile. I vari comandi sono intuitivi e facili da gestire. A sinistra in basso, si trova il pedale del freno di stazionamento, un po’ scomodo e non attivabile dal passeggero. I sedili possono essere riscaldabili o raffrescabili. Ampio il ricorso a materiali di origine naturale.

Innovazione tecnologica

Chi conosce il progetto Mobility Revolution sa bene che il livello di innovazione tecnologica in un’auto è particolarmente importante, ben più delle pure prestazioni. Nella Hyundai Ioniq plug-in questo livello è particolarmente elevato. E si traduce non solo in emissioni di CO2 particolarmente contenute (26 g/km) e in un consumo medio (dichiarato) pari a 1.1 litri per 100 chilometri. Ma anche – e soprattutto –  in sistemi di gestione molto efficienti. Uno di questi si chiama Eco driving assistant system ed è un sistema di assistenza alla guida che permette di efficientare l’ibrido grazie a una gestione e ricarica della batteria che in Hyundai definiscono “predittiva”. Cosa significa? Proviamo a spiegarvelo con i fatti. E’ come se in funzione del tipo di percorso, salita o discesa, città o autostrada, il motore a benzina “capisse” da solo quando e come caricare (o scaricare) la batteria, gestendone l’energia in modo da ridurre i consumi, sfruttando al meglio il recupero di energia anche attraverso la frenata; utili le palette (paddle) al volante che regolano il livello di recupero di energia. Non sempre alla guida della Ioniq plug-in è facile capire come funziona il sistema, ma in questo senso viene in aiuto il grande display di bordo che, fra le tante funzioni, permette appunto di tenere d’occhio i flussi di energia e i consumi. Dallo stesso display poi, è possibile anche programmare l’orario di ricarica della batteria, o la ricerca di una colonnina elettrica nelle vicinanze. Qui potete scoprire le dotazioni della Ioniq plug-in.

Prima prova su strada con la Hyundai Ioniq ricaricabile plug-in! Autonomia dichiarata fino a 63 km in modalità elettrica, e ricarica alla colonnina che dura circa due ore e quindici minuti... Vediamo com'è andata!
Prova su strada della Hyundai Ioniq ricaricabile plug-in! Autonomia dichiarata fino a 63 km in modalità elettrica, e ricarica alla colonnina che dura circa due ore e quindici minuti.

Risparmio

I consumi ridotti. I parcheggi e gli ingressi nelle ztl agevolati. I benefici fiscali o assicurativi. Tutti punti a favore a cui si accede scegliendo un’auto ibrida. Poi ci sono i 5 anni di garanzia a km illimitati, l’assistenza stradale e gli otto anni o 200mila chilometri di garanzia sulla batteria del sistema ibrido. Ma non c’è alcun dubbio che questa versione della Ioniq plug-in punta molto su quella ricarica dalla presa di corrente, su quella sessantina di chilometri in solo elettrico che per il casa-ufficio possono rappresentare una vera rivoluzione, anche in termini economici.

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Il monitor touch ha diverse schermate dedicate: si possono tenere d’occhio i flussi, i consumi e si può programmare l’orario di ricarica della batteria, in modo da sfruttare le fasce orarie più economiche. Dallo stesso schermo si può cercare la colonnina o la stazione di servizio più vicina.

Ambiente

Anche la Ioniq plug-in, come le sorelle ibrida ed elettrica è costruita facendo ampio ricorso all’alluminio per risparmiare peso. O ai materiali riciclati e “biobased” come la canna da zucchero, utilizzata per parte del tetto e dei tappeti o le vernici ottenute dai semi di soia. Poi, però, Ioniq Hybrid plug-in ha un’unicità, che in parte vi abbiamo già anticipato in un precedente capitolo. Torniamo sull’Eco driving assistant system perché questo sistema, che sfrutta le informazioni provenienti dal navigatore, è in grado di “vedere” in anticipo la strada e avvisare chi guida che è il momento di rallentare, magari perché c’è una curva, o un incrocio. Altre funzionalità preziose? Questo sistema funziona fino a velocità di 160 km/h e con la modalità Eco inserita e grazie a un segnale acustico avvisa chi guida tutte le volte che è possibile sollevare il piede dall’acceleratore, contribuendo a ridurre il consumo di carburante, a sfruttare di più il motore elettrico e a sollecitare meno i freni.

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La Ioniq plug-in è molto piacevole da guidare, merito di un assetto che assicura un buon comfort e di una tenuta di strada che trasmette confidenza e facilità di guida. Bene anche il cambio doppia frizione che offre una risposta pronta sul misto, pur assicurando molto relax nel traffico.

Serenità di guida

Sentirsi sereni al volante di un’auto significa anche sentirsi a proprio agio. Che, nel caso della Ioniq plug-in significa intanto un’ergonomia corretta dei comandi. Uno spazio adeguato. E un comfort acustico elevato, specie quando si viaggia in solo elettrico. Il cambio è automatico a doppia frizione, che vuol dire poter contare su sei marce o, in alternativa, sulla posizione “Drive” che permette di gustarsi in pieno relax tutte le modalità di guida, a partire da quella elettrica EV. La sfida virtuosa? Premere delicatamente l’acceleratore in modo da riuscire a sfiorare i 110 chilometri orari in elettrico, evitando che il motore a benzina si attivi. Ovvio, in queste condizioni l’autonomia della batteria si riduce visibilmente. Ma la cosa bella della Ioniq plug-in è che non non esiste l’ansia da ricarica; quando serve, basta premere un tasto sul tunnel per passare alla modalità ibrida per ottenere la gestione più “equilibrata” fra la l’anima elettrica e quella a benzina. Per il resto la plug-in somiglia molto alle altre due Ioniq. Incluse le numerose dotazioni di sicurezza (Rear cross trafic alert, Blind spot detection, Automatic emergency brake) con telecamere che aiutano in parcheggio e in sorpasso,  o radar che frenano automaticamente per evitare un ostacolo. Due piccoli nei? Il freno di stazionamento a pedale (ormai molte auto hanno un comando elettrico sul tunnel) e la visibilità posteriore, non sempre ottimale a causa del lunotto posteriore diviso in due sezioni.

Il test drive della Hyundai Ioniq plug-in hybrid

Se state pensando che un’ibrida come la Ioniq plug-in sia un’auto monotona vi sbagliate di grosso. In città è uno spasso, si va quasi sempre in elettrico, il cambio non si tocca mai, il climatizzatore ripulisce l’aria esterna e la radio grazie al Dab trasmette musica di ottima qualità e senza interruzioni pubblicitarie. La guida è fluida, gradevole, facile. Per sentire la presenza del  motore a benzina bisogna premere l’acceleratore e richiedere così più potenza. E’ il caso dei percorsi extraurbani, dove la Ioniq plug-in è facile, quasi divertente. In fondo 141 cavalli non sono pochi e anche l’accelerazione per un sorpasso non è affatto male. Il tutto con un dato abbastanza eclatante: se il computer di bordo non mente, con appena tre litri di benzina si possono fare quasi 100 chilometri di strada. E per chi va di fretta c’è sempre la modalità Sport che unisce il meglio del motore a benzina e di quello elettrico fornendo prestazioni (ma anche un comportamento più pronto dello sterzo) insospettabili.

Il dettaglio che fa la differenza

Sulla Ioniq plug-in, oltre alla normale energia rigenerativa prodotta dalla frenata, da tratti in discesa e in genere dalle fasi in cui si solleva l’acceleratore, il sistema “On-board charger” da 3.3 kW permette di ricaricare la batteria da una colonnina di ricarica in poco più di due ore o, in alternativa, grazie a un cavo dedicato, anche dalla normale presa elettrica di casa.

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Ioniq plug-in è dotata di un cavo grazie al quale è possibile ricaricare la batteria presso le colonnine in poco più di due ore. In alternativa con il cavo standard In-Cable Control Box si può ricaricare la vettura direttamente alla presa elettrica casalinga. Il connettore di ricarica è del TIPO 2.

L’alternativa

Toyota Prius Plug-in Hybrid è l’alternativa più vicina, permette di viaggiare in modalità elettrica fino a 135 km/h con un’autonomia dichiarata di oltre 60 chilometri.

Scheda tecnica della Hyundai Ioniq plug-in hybrid

  • Versione: Hyundai Ioniq Plug-in Hybrid
  • Prezzo:  da 33.750 euro
  • In vendita da: maggio 2017
  • Motore: 4 cilindri benzina  1580 cc+motore elettrico (45 kW); potenza totale: 141 cv
  • Trasmissione: cambio automatico a doppia frizione (6 marce)
  • Prestazioni: velocità max (km/h) 178; Acc 0-100 km/h (in sec.) 10,6
  • Consumi (l/100 km): urbano (0-4 in funzione della carica della batteria), combinato (1,1)
  • Emissioni (g/km): 26, Euro 6
  • Dimensioni (mm): 4.470×1.820×1.450 (lxlxa).

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