Incendio sull’Isola di Pasqua, danni irreparabili per molti Moai

Un incendio divampato sull’Isola di Pasqua ha danneggiato in maniera irreparabile molti dei circa mille Moai, patrimonio mondiale dell’Unesco.

I Moai, le iconiche e misteriose statue di pietra dell’Isola di Pasqua, hanno subito danni irreparabili a causa di un incendio che ha interessato l’area del vulcano Rano Raraku e si è propagato fino al parco nazionale di Rapa Nui, che ospita le sculture che appartengono al patrimonio mondiale dell’Unesco.

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I Moai dell’Isola di Pasqua © Ingimage

Un disastro probabilmente doloso 

Le autorità del Cile, paese cui appartiene l’Isola di Pasqua, tramite la sottosegretaria ai Beni culturali Carolina Pérez Dattari fa sapere: “Ci rammarichiamo per questo grave incendio a Rapa Nui, presso il vulcano Rano Raraku, che ha colpito il Patrimonio dell’Umanità. Solo pochi giorni giorni fa, l’incendio ha colpito più di 100 ettari dell’isola. Offriamo tutto il nostro sostegno al sindaco di Rapa Nui, Pedro Edmuns Paoa”. E il sindaco dell’isola a sua volta ha detto ai media locali che i danni causati dall’incendio in alcuni casi “non possono essere riparati”.

Ancora da indagare le cause dell’incendio ma Paoa, alla radio cilena Pauta, ha affermato che “tutti gli incendi degli ultimi 60 anni a Rapa Nui, almeno quelli di cui sono a conoscenza, sono causati da esseri umani”.

Anche Ariki Tepano, direttore della comunità indigena Ma’u Henua cui da pochi anni il governo cileno ha riaffidato la gestione del parco nazionale di Rapa Nui che ospita i circa mille megaliti noti in tutto il mondo ha descritto i danni alle statue colpite come “irreparabili: alcuni Moai sono completamente bruciati”.

Un post Covid complicato 

È ancora da verificare quante siano le statue effettivamente coinvolte nell’incendio: sull’Isola di Pasqua ci sono un migliaio di sculture in pietra, alte circa 4 metri e raffiguranti dei grandi volti piatti, scolpite da una tribù polinesiana oltre mezzo millennio fa. Nonostante la grande distanza dalla terraferma (il Cile, che rappresenta la costa continentale americana più vicina, è lontano circa tremila chilometri), gli affascinanti Moai richiamano sull’isola moltissimi turisti ogni anno: solamente tre mesi fa però Rapa Nui aveva riaperto al pubblico dopo due anni di stop a causa della pandemia di Covid.

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