Acqua

Ispra, pesticidi in aumento nelle acque italiane. L’erbicida glifosato c’è

La presenza dei pesticidi è in aumento nella acque del territorio italiano, secondo l’Ispra. Tra le varie sostanze chimiche, spicca il glifosato.

Nel 63,9 per cento dei 1.284 punti di monitoraggio delle acque superficiali, come fiumi, laghi e torrenti, sono stati trovati pesticidi e altre sostanze di contaminazione. I pesticidi trovati nelle acque sotterranee (come le falde acquifere), invece, coinvolgono il 31,7 per cento dei 2.463 punti monitorati. È quanto rivelato dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) nell’edizione 2016 del Rapporto nazionale dei pesticidi nelle acque. Il dossier è stato realizzato grazie ai dati forniti dalle agenzie regionali per la protezione dell’ambiente, le Arpa, per il periodo 2013-2014. La distribuzione dei controlli, però, non è omogenea ed è carente soprattutto per le regioni meridionali. Nessun dato è stato inviato dal Molise e dalla Calabria, mentre per cinque regioni non si dispone delle analisi sulle acque sotterranee.

 

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pesticidi in aumento
Pesticidi in aumento nelle acque superficiali e sotterranee italiane secondo l’Ispra © George Rose/Getty Images

Pesticidi in aumento, trovate 224 sostanze chimiche

La diffusione dei pesticidi è, dunque, molto alta. Ma soprattutto in aumento. Del 20 per cento in 10 anni (2003-2014) per le acque superficiali e del 10 per cento per quelle sotterranee. Nel biennio di riferimento (2013-2014) sono stati analizzati quasi 30mila campioni per oltre 1,3 milioni di misure analitiche. Le sostanze trovate sono 224, un numero ben più alto rispetto all’edizione del 2012 (quando erano 175), in particolare erbicidi perché entrano in contatto diretto con il suolo e perché spruzzati quando piove di più, cioè in primavera, favorendo la loro permeabilità nel terreno. Una novità particolarmente rilevante è l’ingresso del glifosato e del suo metabolita Ampa (acido aminometilfosfonico, un derivato che con l’erbicida condivide tossicità ed effetti a lungo termine sulla salute umana) nelle acque superficiali la cui rilevazione è condotta solo in Lombardia e Toscana. Qui, però, hanno rappresentato il motivo principale del superamento dei limiti a fronte di una loro presenza (anche entro i limiti) nel 39,7 per cento dei punti di monitoraggio lombardi e nel 70,9 per cento di quelli toscani. Il glifosato è stato inserito tra le sostanze “probabilmente cancerogene” dall’Agenzia per la ricerca sul cancro che fa capo all’Organizzazione mondiale della sanità.

Le regioni più severe nei controlli sono quelle più contaminate

Tenendo conto di tutto questo e della maggiore efficienza nei controlli, le aree più contaminate d’Italia – dati alla mano – risultano essere quelle della pianura padano-veneta. Nelle cinque regioni del nordest c’è il 60 per cento dei punti di monitoraggio dell’intera rete nazionale dove sono state trovate delle miscele esplosive con punte di 48 sostanze chimiche in un sol campione. Cocktail che mettono a dura prova i controlli che non tengono conto degli effetti cumulativi (cioè l’accumulo di più pesticidi che possono anche rispettare i limiti singolarmente, ma che li superano all’interno di una dieta) e dei conseguenti rischi per la salute delle persone e dell’ambiente.

 

tabella, ispra

Le vendite dei prodotti fitosanitari è in calo

Unico dato positivo è il calo delle vendite di prodotti fitosanitari: nel 2014 sono state vendute 130mila tonnellate, il 12 per cento in meno rispetto al 2001. Il gruppo di prodotti considerati più pericolosi (tossici o molto tossici) ha subito un crollo del 30,9 per cento, a conferma di un aumento della consapevolezza degli addetti ai lavori nel settore agricolo di alcuni prodotti specifici entrati nel mirino di coloro che si spendono per la tutela dell’ambiente.

 

La posizione dell’Italia sul glifosato

“Ancora prima della discussione europea sul glifosato abbiamo iniziato un lavoro coordinato con le Regioni per incentivare pratiche agronomiche più sostenibili. Nella scelta degli obiettivi prioritari di spesa dei fondi europei, infatti, abbiamo destinato oltre 2 miliardi alla produzione integrata che ci consentirà anche di percorrere la strada dell’azzeramento dell’uso del glifosato entro il 2020″. A dirlo è stato Lo afferma il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina in un’intervista a Repubblica. Insieme alla ministra della Salute Beatrice Lorenzin e a quello dell’Ambiente Gian Luca Galletti hanno ribadito la contrarietà dei loro ministeri, e quindi del governo italiano, alla riconferma del glifosato in Europa.

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