Dall’Australia agli Stati Uniti, dal Cile al Mozambico, alla Russia e all’Argentina: numerose nazioni combattono condizioni meteo estreme.
Sul nostro pianeta, il 70 per cento d’acqua dolce viene impiegata per l’agricoltura. Per mantenere produttivi i campi agricoli l’uomo prosciuga i bacini idrici e trivella il suolo fino alle falde sotterranee. Se non si agisce subito contro le pratiche irresponsabili che consumano le risorse della Terra, presto non ci sarà più acqua, suolo ed
Sul nostro pianeta, il 70 per cento d’acqua dolce viene impiegata per l’agricoltura. Per mantenere produttivi i campi agricoli l’uomo prosciuga i bacini idrici e trivella il suolo fino alle falde sotterranee. Se non si agisce subito contro le pratiche irresponsabili che consumano le risorse della Terra, presto non ci sarà più acqua, suolo ed energia sufficiente per tutti. Nel Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale (Linv) dell’Università di Firenze, diretto dal professore Stefano Mancuso, un gruppo di architetti e agronomi hanno progettato Jellyfish Barge, una serra galleggiante pensata per risolvere il problema della scarsità d’acqua e di suolo fertile nei paesi colpiti maggiormente dalla siccità.
La popolazione mondiale soffre della mancanza d’acqua e di terreni da coltivare, le zone in cui l’incremento demografico registra i picchi più alti, il Sudest asiatico e l’Africa, sono anche quelle più povere di terra, quelle più toccate dalle catastrofi dovute ai cambiamenti climatici. Il Linv e il Pnat, lo spin-off dell’Università di Firenze fondato da Stefano Mancuso, hanno rivolto le loro attenzioni verso queste problematiche, proponendo come soluzione la serra Jellyfish Barge.
Su una piattaforma galleggiante di circa 70 metri quadrati, Jellifish Barge non consuma suolo, acqua o energia, è composta da materiali riciclati e ha un costo di produzione molto basso. Al suo interno le coltivazioni idroponiche, quelle che necessitano di pochissima acqua, vengono innaffiate grazie all’uso di dissalatori solari che filtrano fino a 150 litri di acqua salata, salmastra o inquinata al giorno. Mentre l’energia viene prodotta da sistemi integrati che sfruttano le fonti rinnovabili.
La forma ottagonale, assemblabile e replicabile, delle serre permette la costruzione di vere e proprie aree di produzione e di lavoro comune che non consumano suolo e che abbattono sensibilmente i costi per il trasporto di acqua potabile nei campi agricoli. Un prototipo di Jellyfish Barge è stato installato nel canale Navicelli, tra Pisa e Livorno, ma la facilità di assemblaggio della serra, la modularità degli elementi e la tecnologia avanzata e allo stesso tempo semplice da usare permettono l’istallazione di questa struttura in qualsiasi contesto.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Dall’Australia agli Stati Uniti, dal Cile al Mozambico, alla Russia e all’Argentina: numerose nazioni combattono condizioni meteo estreme.
Uno studio conclude che la tempesta Harry che ha colpito il Sud Italia sarebbe stata meno devastante in assenza del riscaldamento globale.
Sicilia, Sardegna e Calabria sono le tre regioni più colpite dalla tempesta Harry. Ingenti i danni, ma non ci sono state vittime.
Facendo seguito a una proposta avanzata in estate, il presidente degli Stati Uniti Trump abrogherà un testo fondamentale: l’Endangerment finding.
Trump ha annunciato l’uscita degli Stati Uniti da 66 organizzazioni internazionali, comprese quelle che si occupano di clima e ambiente.
Un novembre promettente, una prima parte di dicembre negativa, un recupero a Natale. La situazione della neve in Italia resta complessa.
Tra i mesi di ottobre 2024 e settembre 2025 la temperatura media nell’Artico è stata di 1,6 gradi centigradi più alta rispetto al periodo 1991-2020.
Uno studio spiega che, nella fase di “picco”, perderemo tra 2 e 4mila ghiacciai all’anno. Quelli delle Alpi tra i primi a scomparire.
Sulla base di un accordo del 2023, parte degli abitanti delle isole Tuvalu (che saranno sommerse dal Pacifico) potrà rifugiarsi in Australia.