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Altro che polli asiatici! L’allevamento in Italia

Quali sono le condizioni degli allevamenti di polli italiani? Risponde a LifeGate Radio il dottor Enrico Moriconi, Presidente dell’Associazione Culturale Veterinari

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Le condizioni sono critiche. Siamo in situazione di
sovraffollamento. Gli animali vengono tenuti per tutto il periodo
della loro vita sulla stesa lettiera, respirano l?ammoniaca che si
libera dagli escrementi che loro producono. Hanno uno stato di
stress continuo, che deve essere corretto- anche se gli allevatori
smentiscono- con la somministrazione di farmaci.

Recenti
analisi di laboratorio commissionate da Lav e Il
Salvagente
hanno evidenziato la presenza di
residui di antibiotici in 4 polli italiani su 10? Perché
vengono somministrati gli antibiotici e con che
frequenza?
Gli antibiotici sono la base
dell?allevamento intensivo: gli allevamenti intensivi sono
storicamente nati nel momento in cui sono stati disponibili grandi
quantità di antibiotici. Questi farmaci rendono possibile
l?allevamento, altrimenti lo stress, il sovraffollamento, le
carenti condizioni igieniche farebbero scoppiare delle malattie.
Questi farmaci aumentano la crescita degli animali e
contemporaneamente li proteggono da alcune malattie. Nel caso dei
virus non servono. Il fatto che l?antibiotico sia somministrato
continuativamente, nonostante sia ammesso farlo solo in caso di
terapia, è facilmente dimostrabile. Qualche anno fa, ad
esempio, ci fu lo scandalo in Gran Bretagna dei polli che venivano
rietichettati e venduti anche un mese dopo la reale scadenza.
Ebbene, questo fu possibile proprio perché i polli sono
pieni di sostanze chimiche che non li fanno ?marcire?.

Cosa mangiano i polli italiani negli allevamenti
intesivi?
Il mangime è principalmente costituito
da mais e altri cereali. In più vi sono degli integratori a
base di sostanze grasse per favorire la crescita.
Anche l?olio esausto, l?olio dai motori delle macchine
usato, è ammesso nella dieta dei polli

Italiani, che sono considerati come dei ?grandi riciclatori?. Molti
sottoprodotti sono quindi permessi. Per quanto riguarda mais e
soia ogm nei mangimi, non c?è obbligo di etichettatura poi
nel pollo. Bisogna dire che chi mangia carne ha una forte
possibilità di mangiare proteine
geneticamente modificate
, proprio perché negli
allevamenti non biologici l?uso di mangimi geneticamente modificati
è permesso.

Illuminazione artificiale che li tiene 24 ore su 24 alla
luce e densità di 15-20 polli per metro quadro? Animali
così stressati saranno anche più
deboli?
L?illuminazione artificiale tende a creare
un?atmosfera uniformemente ?grigiastra? , perché se ci fosse
troppa luce sarebbero acuiti i fenomeni di cannibalismo. In queste
condizioni la mortalità degli animali è comunque
alta, ma il loro valore commerciale è così basso da
non preoccupare particolarmente l?allevatore.

Parlare degli allevamenti intensivi italiani come di
?bombe batteriologiche? è esagerato?
Le
definirei piuttosto ?bombe ecologiche?: al problema della presenza
di batteri si somma il problema delle deiezioni da smaltire, e
quindi dell?eutrofizzazione delle acque e della presenza di nitrati
nelle falde acquifere.

Quale strada intraprendere per migliorare la
qualità degli allevamenti e prevenire così epidemie
come l’influenza aviaria?
Bisognerebbe mangiare meno
carne o addirittura smettere di mangiarne. Questa risposta
può sembrare un po? estrema ma rende bene l?idea di come per
migliorare il benessere ? anche di quelli che vogliono mangiare la
carne- sia indispensabile per tutti noi
abbassarne i consumi
.

Paola Magni e Claudio Vigolo

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