L’amore ai tempi degli insetti: i tarli

Continuiamo a parlare dell’amore e delle sue mille forme. Oggi vorrei parlare di amanti a sei zampe un po’ particolari: i tarli

Chi sono questi originali a sei zampe? Ebbene, cari amici, tenetevi forte perché gli amanti diversi sono loro, quegli insettini che rovinano i vostri mobili antichi: i tarli del legno, piccoli coleotteri appartenenti alla famiglia degli anobidi le cui larve mangiano il legno stagionato, il cibo più difficile da sgranocchiare e con meno proprietà nutritive. Contenti loro…

I maschi di questi piccoli coleotteri quando sono innamorati sbattono la testa contro i muri. Ma attenzione, non lo fanno perché l’amata li ha lasciati oppure perché il loro amore non è corrisposto: questi piccoli insetti sono convinti che sbattere la testa contro il muro sia una strategia vincente per la conquista della femmina. E sapete cosa c’è di ancora più strano? Che questi piccoli coleotteri hanno ragione. Il rumore emesso infatti è una richiamo irresistibile per le femmine che accorrono innamorate dal maschio. Quando i due sessi si incontrano, ben lungi dal lamentare il classico mal di testa che impedisce qualsivoglia evoluzione amorosa, il maschio si accoppia selvaggiamente. Il frutto di questo amore sono tante uova che vengono deposte, manco a dirlo, in modo piuttosto strano: in un mobile antico.

Sui tarli c’è una leggenda metropolitana che vi voglio raccontare. Dovete sapere che normalmente lo sviluppo degli insetti viene regolato dal fotoperiodo (ore di luce rispetto alle ore di buoi) e/o dalla temperatura. Vi faccio un piccolo esempio: la crisalide della farfalla, inizia il processo di sfarfallamento quando, dopo il lungo inverno, le giornate si allungano e le temperature si alzano. Proprio grazie a questi due parametri la crisalide sente che deve trasformarsi in splendida farfalla. I tarli invece vivono all’interno di gallerie profondissime in mobili spesso posti nei luoghi più disparati (cantine, salotti, camere ecc.) e quindi non possono regolare il loro sviluppo né tramite la temperatura (che varia appunto al variare del luogo), né attraverso il fotoperiodo (nelle gallerie c’è sempre buio). Eppure questi insetti naif escono contemporaneamente, in tutto il mondo, a giugno. Come faranno? Noi non lo sappiamo e i posteri hanno un’altra sentenza da snocciolare.

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