La fabbricazione dei mattoni in argilla

Per le antiche civiltà produrre dei mattoni d’argilla è stato più facile che lavorare la pietra.

 

Questo innanzitutto perchè la materia prima è ovunque disponibile in abbondanza, spesso nello stesso posto dove si costruisce. Infatti il 70% dei suoli che costituiscono la crosta terrestre sono adatti per essere impiegati come materiale da costruzione. Questo consente di ridurre le spese di acquisto e di trasporto, di evitare la produzione a carattere industriale dei materiali da costruzione e di garantire la conservazione degli equilibri ecologici, permettendone l’impiego nell’autocostruzione. La terra va cavata in terreni che non contengono ciottoli di grandi dimensioni, radici o terra vegetale. Alla fabbricazione dei mattoni sono adatti i suoli composti di sabbia e ghiaia in quantità intorno al 61%, da limo in misura del 16% circa, da argilla per il 20% e non più del 3% di materie organiche. Questo perché se c’è troppa argilla si formeranno fessure durante l’essicazione del mattone; se c’è troppa sabbia la coesione del mattone è minore ed esso rischia di sfaldarsi, mentre l’eccessiva quantità di materie organiche provoca porosità. Le sabbie sia grosse che fini sono la parte resistente del materiale, le argille assicurano la coesione del materiale. L’estrazione e la lavorazione della terra possono essere fatte sia manualmente che con l’aiuto di mezzi meccanici. Per produrre 100 mattoni di dimensioni 40x20x10 cm occorre oltre un metro cubo di terra, con l’aggiunta di mezzo sacco di paglia. Il mattone viene prodotto riempiendo lo stampo senza fondo con la terra, modellandolo con le mani per togliere la terra eccedente e livellare la superficie. Il tempo di essicazione del mattone varia da un minimo di tre giorni nella stagione estiva ad un massimo di 30 giorni d’inverno. Come legante tra i mattoni è consigliabile usare durante l’edificazione dei muri una malta di terra ben setacciata.

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