La produzione di gamberetti ecuadoriana destinata all’esportazione continua a crescere, ma l’ecosistema delle mangrovie ne paga il prezzo più alto.
Uno studio inglese ha scoperto che la musica funziona da “condimento digitale” per i nostri piatti. Scopriamo perché.
Secondo Charles Spence, professore di psicologia sperimentale all’Università di Oxford, il piacere di mangiare può essere migliorato dall’ascolto della melodia giusta. Egli sostiene che la musica possa ingannare il cervello facendogli percepire un sapore più dolce, più salato o più amaro di quello reale. Il suono giusto, ad esempio, può aumentare il piacere di bere un vino del 15 per cento. Come riporta The Telegraph, un noto marchio produttore di champagne ha già deciso di accompagnare con la musica, da Bryan Ferry a Tchaikovsky, la degustazione dei suoi prodotti di lusso.

In pratica secondo Spence, l’orecchio può inconsciamente informare le papille gustative rispetto ciò che sta ascoltando e, dato che gli esseri umani tendono ad abbinare gli stessi suoni agli gli stessi gusti, può influenzarne la percezione. Gli acuti esaltano l’acidità, i suoni più arrotondati la dolcezza, i toni profondi l’amaro.
“La musica non può creare gusti e sapori che non sono lì, in bocca, ma può attirare l’attenzione su alcune note in un vino o in un cibo che sono in competizione nella tua mente… E’ una sorta di condimento digitale”, ha precisato Spence.

In questo modo, l’ascolto di una particolare musica durante una cena potrebbe consentire di abbassare la quantità di alcuni ingredienti, come lo zucchero ad esempio, senza modificarne il gusto percepito. Ciò permetterebbe ai cuochi di preparare piatti più sani mantenendo comunque alta la ricchezza di sapori del cibo.
“Si potrebbe far apparire un piatto fino al 10 per cento più dolce o più salato accompagnandolo con i suoni giusti, migliorandone l’impatto sulla salute. Semplicemente modificando l’ambiente, si può avere un grande impatto sul sapore”.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
La produzione di gamberetti ecuadoriana destinata all’esportazione continua a crescere, ma l’ecosistema delle mangrovie ne paga il prezzo più alto.
Il consumo abituale di caffè non zuccherato, normale o decaffeinato, riduce il rischio di malattie del fegato. Agisce inoltre in modo benefico sul microbiota influenzando positivamente l’umore.
Il 10 per cento della popolazione con i consumi più elevati causa danni ambientali alla biodiversità e al clima per una cifra paragonabile a quella che servirebbe per risolvere queste crisi.
Nell’Unione europea sarà più facile produrre e commercializzare i cosiddetti nuovi ogm, ma per 21 organizzazioni ambientaliste, dell’agricoltura bio e dei diritti dei consumatori è una decisione preoccupante.
Una colazione fatta bene è completa, nutriente, equilibrata ed energetica. È la nostra occasione quotidiana per aprire la giornata nel segno della salute.
Mentre La Calera affrontava un severo razionamento dell’acqua, le sorgenti locali venivano prosciugate dall’azienda Indega. I cittadini hanno reagito e hanno cambiato le cose.
Chiedendo l’introduzione di misure specchio, Slow Food evidenzia la necessità che i cibi importati nell’Unione europea, come mais e grano, rispettino gli stessi standard di quelli prodotti nell’Ue.
La Ràkene, a Ruvo di Puglia, lancia una campagna che è sì una raccolta fondi, ma soprattutto una presa di posizione culturale e politica sul modo in cui produciamo e acquistiamo cibo.
Cosa succede al nostro organismo se saltiamo la colazione o la facciamo sbilanciata? Quali sono invece gli effetti di una colazione fatta bene?