La tartaruga marina tra leggende e realtà

Superstizioni, osservazioni errate e leggende su un animale del cui comportamento conosciamo ancora poco.

 

Se sei in barca e avvisti una tartaruga è certamente un buon segno, ma questo non lo è del tutto per i pescatori greci… Infatti per loro, l’avvistamento di una tartaruga marina è segno di buona o cattiva sorte a seconda che l’animale si presenti da destra o da sinistra dell’imbarcazione.

Primo piano di una tartaruga marina
Attualmente esistono solo sette differenti specie di tartaruga marina © Ingimage

Aristotele e i comportamenti delle tartarughe

Il grande filosofo greco aveva osservato che le tartarughe ritornavano a deporre le uova nella stessa spiaggia dove erano precedentemente nate. Inoltre osservò che a distanza di giorni ritornavano nella prossimità del luogo di deposizione per due o tre volte consecutive. Sentenziò quindi che il loro comportamento era da addebitare alla volontà di aiutare i loro piccoli, una volta usciti dalle uova, a trovare la via per il mare, di cui esse stesse conservavano memoria.

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Tartarughe abitudinarie

Oggi sappiamo che è vero che le tartarughe tornano a deporre le uova nella stessa spiaggia in cui sono nate, affrontando lunghe migrazioni. Però sappiamo anche che la madre depone le uova in due o tre diverse deposizioni distanti 15 giorni l’una dall’altra e che non ha nessun contatto con i piccoli né durante la schiusa né dopo.

Un sub nuota a fianco di una tartaruga marina
Le tartarughe marine sono oggi fortemente minacciate dall’imapatto antropico © Ingimage

La tartarughe hanno creato la Terra?

Una delle leggende degli indiani d’America sulla creazione del mondo così recita: “C’era un tempo in cui gli dei e gli esseri umani vivevano insieme in cielo. Un giorno uno di essi alle prese con le radici di un albero si accorse che le radici avevano oltrepassato le nuvole e traevano nutrimento da un oceano sconosciuto. Allora la tartaruga a capo di tutti gli animali, convocò una assemblea generale e ordinò agli astanti di recarsi immediatamente a cercare un po’ della terra da cui sicuramente oltre l’oceano le radici traevano nutrimento. Il castoro andò per primo, nuotò e nuotò fino ad annegare, stessa sorte ebbe la lontra. La vecchia rana si buttò allora e riuscì, prima di spirare priva di forze, a lasciare un mucchietto di terra sul carapace della tartaruga. E fu abbastanza! da quel piccole mucchietto di fango prese forma un’isola che pian piano crebbe fino a creare la terra intera”.

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La leggenda del guscio della tartaruga

Il mito sul guscio della tartaruga ha avuto origine in Grecia, e narra che Zeus, il re di tutti gli dei greci, avesse organizzato un banchetto in occasione del suo matrimonio a cui furono invitati tutti gli animali. La tartaruga, però, non si presentò. Quando Zeus la vide il giorno successivo le chiese perché non fosse andata al suo matrimonio. La tartaruga, intimorita, rispose: “perché ho preferito restare a casa”. Zeus furibondo replicò: “in tal caso, ti porterai sempre dietro la tua casa, ovunque tu vada”. Da allora, tutte le tartarughe del mondo portano la loro casetta sulla schiena, sotto forma di un pesante carapace.

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