La rivoluzione dei piccoli pescatori del lago Vittoria che usano barche elettriche

I pescatori del lago Vittoria in Kenya hanno iniziato a utilizzare barche elettriche al posto delle vecchie e inquinanti barche a motore.

Sulle acque del lago Vittoria in Africa, il secondo lago d’acqua dolce più grande al mondo e percorso ogni notte da oltre 60mila pescatori che praticano una pesca di sussistenza a bordo di piccole imbarcazioni, è in corso una vera e propria rivoluzione. Una rivoluzione pacifica, lontana dai riflettori e silenziosa, proprio come sono silenziosi i motori elettrici. Se dovesse ottenere i risultati sperati, questo radicale cambiamento in atto sulle acque dolci africane potrebbe essere uno dei punti di svolta epocali nella lotta per la difesa dell’ambiente e per i diritti dei lavoratori nell’Africa sub-sahariana.

Le barche elettriche sul lago Vittoria in Kenya
Un pescatore sistema la sua barca elettrica sulla spiaggia di Koguna, in Kenya © Simon Maina/Afp/Getty Images

La rivoluzione elettrica sul lago Vittoria

Sulle rive keniote del lago, nel villaggio di Mbita, ha sede la start-up Asobo, a guida olandese e tedesca, che da pochi mesi affitta a prezzi modici i motori elettrici Torqeedo ai pescatori locali affinché li utilizzino al posto degli inquinanti motori a gasolio.

L’obiettivo di Asobo, al momento, è ridurre in modo significativo l’impatto delle emissioni di carburante nel lago Vittoria dove oggi il 76 per cento delle specie ittiche è a rischio estinzione e, di conseguenza, è a rischio anche il futuro di oltre 30 milioni di persone le cui vite dipendono dalle acque del lago. E il motivo di questa crisi è dettato dall’inquinamento incontrollato e dal sovrafruttamento senza freni a cui il lago Vittoria è stato sottoposto per decenni.

Asobo è stata fondata nel 2019 dall’olandese Laurens Friso e dal tedesco Wolfgang Gregor e l’obiettivo dei due è oggi quello di convincere il maggior numero possibile di pescatori ad abbandonare i vecchi motori a benzina sostituendoli con motori elettrici all’avanguardia. Per farlo Friso e Gregor, oltre a fornire i propulsori, offrono ai pescatori anche consulenza finanziaria, insegnano a fare manutenzione e a ricaricare le batterie con energia solare.

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Laurens Friso, amministratore delegato e co-fondatore di Asobo, mostra le batterie ricaricabili usate sulle barche da pesca elettriche a Mbita, in Kenya © Simon Maina/Afp/Getty Images

“Ciò che stiamo facendo è provare a ridurre drasticamente le emissioni di CO2 nell’aria, oltre a ridurre l’inquinamento dettato dallo sversamento di petrolio nel lago dovuto all’utilizzo di motori a benzina”, ha affermato Laurens Friso ai microfoni di AfricanNews, aggiungendo poi che l’utilizzo dei motori elettrici Torqeedo rappresenta anche un guadagno economico per le comunità. “L’affitto di un motore elettrico è tra il 20 e il 25 per cento inferiore al costo mensile di un motore fuoribordo a benzina. In paesi a basso reddito come il Kenya il risparmio è estremamente importante perché da questo può nascere una crescita collettiva e può essere il punto di partenza per uno sviluppo sostenibile delle comunità”.

Benefici ambientali e sociali

Asobo ha iniziato le attività commerciali nel 2020 e l’obiettivo dei due amministratori delegati, nel breve termine, è quello di fornire motori elettrici agli oltre 500 pescatori di Mbita. Ad oggi, chi ha adottato il nuovo modello di propulsore elettrico, è entusiasta dell’innovazione tecnologica. “È facile ed economico e in una giornata poco redditizia durante la quale non catturiamo pesci non dobbiamo elemosinare prestiti e fare debiti con i distributori di benzina”.

Ha spiegato Linet Achieng ‘Rogo, presidente a Mbita e  proprietaria di una barca. Le hanno fatto eco le parole di Cevince Odhiambo, giovane pescatore che alla Bbc ha raccontato: “Il fatto che sia più economico già rappresenta per noi un guadagno e poi c’è un enorme beneficio in termini di salute perché non inaliamo i fumi che continuamente vengono emessi dai tradizionali motori a benzina”.

Gregor Papadopoulos, responsabile commerciale di Torqeedo, ha aggiunto che il villaggio di Mbita è solo il punto di partenza e che le previsioni fatte dal suo team sono estremamente ottimistiche: “Crediamo che entro il 2040 non ci sarà più un solo motore a benzina sul lago Vittoria”,  ha dichiarato Papadopoulos ai media.

Predire il futuro è impossibile, ma quel che certo è che l’innovazione introdotta sul lago Vittoria non ha lasciato indifferenti gli addetti ai lavori dal momento che sono arrivate richieste di motori Torqeedo anche dall’ Uganda e dal Senegal e anche i pescatori delle isole di Capo Verde e del Sud America si sono attivati per equipaggiare le proprie barche con motori completamente elettrici.

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