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Scopriamo l’affascinante storia di Lavazza La Reserva de ¡Tierra! India, una delle ultime miscele di qualità sostenibile dedicate ai bar, nate in casa Lavazza.
È risaputo: se non fosse intervenuto il caso, alcune delle migliori scoperte dell’umanità non sarebbero mai avvenute. E alcuni degli alimenti e delle bevande che più amiamo, semplicemente, non esisterebbero. Come per esempio il Monsooned Malabar, un caffè indiano che nasce sulle coste sudoccidentali del subcontinente, e che costituisce il cuore pulsante di una delle ultime miscele nate in casa Lavazza: La Reserva de ¡Tierra! India.
Come tutte le miscele Lavazza La Reserva de ¡Tierra!, anche India è un caffè di elevata qualità e sostenibile, pensato per i baristi professionisti. Ogni miscela della gamma contiene caffè che provengono da territori e da comunità coinvolti in progetti di responsabilità sociale, esempi concreti di ciò che Fondazione Lavazza fa per migliorare le condizioni di vita, lo sviluppo sociale e la crescita economica delle comunità di coltivatori di caffè, nel rispetto dell’ambiente.
La storia di questo caffè è decisamente affascinante, e affonda le radici nel periodo Raj britannico quando, tra il XVII e la metà del XX secolo, la terra dei Maharaja era ancora controllata dalla Gran Bretagna. All’epoca, l’India inviava in Europa regolarmente carichi di caffè, stipati su grandi imbarcazioni costrette a lunghi viaggi per raggiungere le proprie mete. Arrivati a destinazione, dopo essere stati esposti ai forti venti e all’umidità costante, i chicchi di caffè subivano dei cambiamenti. Ma proprio quelle alterazioni – il rigonfiamento e il diverso colore – conferivano alla bevanda un gusto differente, molto più morbido e privo di acidità.
Poi, il miglioramento della tecnologia navale della seconda metà del XX secolo, invece di giovare alla qualità del caffè indiano, per un certo periodo l’ha peggiorata. I chicchi, non più così esposti all’umidità e al vento, avevano perso il gusto caratteristico e morbido apprezzato dai consumatori europei. I produttori di caffè indiani hanno allora deciso di esporre i chicchi a condizioni molto simili a quelle subite durante i lunghi tragitti in nave nei secoli precedenti, per provare a ottenere di nuovo quel gusto particolare nato secoli prima per puro caso.
È così iniziata la produzione del Monsooned Malabar, un caffè che, esposto ai venti marini e ai monsoni, ha riacquistato quelle caratteristiche che hanno reso il caffè indiano famoso e apprezzato in tutta Europa.
La costa del Malabar si trova tra due stati indiani: il Kerala (a sud) e il Karnataka (a nord), la più grande regione produttrice di caffè dell’India. Proprio qui opera la Fondazione Lavazza, che ha deciso di supportare mille famiglie di produttori di caffè, favorendone l’accesso al mercato, sostenendo la partecipazione delle donne alle cooperative, e incoraggiando tecniche di coltivazione sostenibili per migliorare la qualità del caffè.
Dall’impegno per la comunità di produttori del Karnataka nasce la nuova Lavazza La Reserva de ¡Tierra! India, una miscela premium, dedicata ai bar, certificata Rainforest Alliance interamente prodotta e lavorata nel subcontinente, frutto dell'”incontro” armonioso tra caffè selezionati: Arabica lavata, Robusta lavata “single-estate”, e la specialità indiana Monsooned Malabar. Grazie alla tostatura a tamburo, lunga e “gentile” ideale per l’espresso, si preservano ed esaltano gli aromi di questo caffè, che risulta cremoso, dal corpo ricco e vellutato, con note di cacao, spezie e in particolare un sentore di liquirizia.
Le caffetterie e i bar sono sempre più spesso luoghi in cui dimostriamo la nostra consapevolezza, dove quello che mangiamo e beviamo non deve solo essere buono per il palato, ma anche per le persone e l’ambiente che ci circonda. Dove quello che conta del cibo, dell’acqua o del caffè è sì la qualità, ma anche la storia. E la storia di Lavazza La Reserva de ¡Tierra! India, decisamente, merita di essere raccontata.
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