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Il lavoro sostenibile non è un’utopia, ma un’alternativa concreta allo sviluppo incontrollato degli ultimi decenni. I consumatori sono pronti: e le aziende?
Il rapporto tra sostenibilità e lavoro è sempre stato complesso. Lo sviluppo sostenibile si basa infatti sul concetto per cui le risorse naturali sono limitate e vanno usate in maniera razionale, per tutelare le future generazioni. Allo stesso tempo, il lavoro è la base della nostra economia e permette di generare ricchezza. In passato ciò ha fatto prevalere gli interessi delle imprese che spingono per produrre e consumare in maniera incontrollata. Il lavoro sostenibile dunque rappresenta un cambio di paradigma, innanzitutto culturale.
Adottare un modello di lavoro sostenibile implica quindi un profondo cambiamento culturale. Tuttora molti operatori economici esprimono resistenze di fronte all’opportunità di ridurre la propria impronta climatica e ambientale, migliorare le condizioni di lavoro, inserirsi in modo più armonico nel territorio e così via. C’è ancora chi ritiene che tali investimenti siano troppo onerosi, non sufficientemente redditizi, oppure che possano ostacolare la propria competitività sul mercato.
In realtà, è vero proprio il contrario. Adottare sistemi di efficienza energetica o installare impianti per autoprodurre energia pulita, per esempio, comporta un costo iniziale che però viene ben presto ammortizzato dal risparmio in termini di costi operativi. Allo stesso modo, dare garanzie in termini di sostenibilità significa guadagnare prestigio agli occhi dei consumatori, sempre più sensibili a questi temi.
Interpellati dall’Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile 2022 di LifeGate, 88 italiani su 100 ritengono necessario che le aziende mettano in atto processi produttivi sostenibili e innovativi e 59 su 100 prediligono per i loro acquisti le aziende che hanno conseguito certificazioni di sostenibilità, anche a costo di pagare di più (un’opzione a cui si dicono disponibili 19 italiani su 100).
Per non parlare delle maggiori probabilità di accedere al credito da parte delle banche, oltre alle opportunità di realizzare partnership strategiche con altre aziende.
Le aziende, non a caso, sono in prima persona nell’attuazione dell’Agenda 2030, il grande piano d’azione per il pianeta, le persone e la prosperità lanciato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite. Il ruolo degli operatori economici è trasversale, ma c’è un particolare un Obiettivo di sviluppo sostenibile che li mette al centro. Si tratta del numero 8, Lavoro dignitoso e crescita economica, che si propone di “incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti”.
Una missione che richiederà alle società di creare condizioni che permettano agli individui di ottenere posti di lavoro di qualità, che stimolino le economie e al tempo stesso non danneggino l’ambiente. E tutto questo potrà essere perseguito solo grazie alla collaborazione di tutti coloro che occupano un posto sul mercato.
Gli effetti dell’emergenza sanitaria sulle strutture produttive potrebbero portare a cambiamenti significativi nei modelli di business, stimolando le imprese a ripensare in chiave sostenibile la propria strategia, i propri processi e i propri prodotti
E a proposito di lavoro sostenibile, si stanno facendo notare i nuovi approcci di alcune realtà – in crescita sensibile soprattutto negli ultimi anni – al mercato del lavoro in somministrazione. Una tra tutti Jobtech, startup nata nel 2020 durante la pandemia, con un preciso obiettivo: rendere più semplice l’incontro tra le aziende che cercano personale qualificato e le persone che cercano l’opportunità professionale giusta, nel pieno rispetto delle ambizioni, delle competenze e del tempo.
Scegliendo la tecnologia come enabler, ottimizzando gli spostamenti di clienti e candidati si pone sulla stessa lunghezza d’onda dei principi dettati dall’Agenda 2030. Grazie alle sue filiali digitali specializzate in diversi settori strategici, l’Apl tech si è insediata digitalmente nel mercato del lavoro servendosi di tecnologia proprietaria sviluppata internamente. Le idee di certo non mancano, e l’obiettivo di fondo è quello di portare innovazione in modo vantaggioso per tutti: imprese, società e ambiente.
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