Le 10 città al mondo più accessibili per gli under 30: Roma c’è!

Tutto nasce grazie YouthfulCities, un progetto che stila le 100 migliori città del mondo dal punto di vista giovanile. Ma perché indagare in questa direzione? Circa il 50 per cento della popolazione mondiale è giovane e vive in contesti urbani, dunque è un target che va studiato. Il futuro del mondo sarà determinato sia da una

Tutto nasce grazie YouthfulCities, un progetto che stila le 100 migliori città del mondo dal punto di vista giovanile. Ma perché indagare in questa direzione? Circa il 50 per cento della popolazione mondiale è giovane e vive in contesti urbani, dunque è un target che va studiato. Il futuro del mondo sarà determinato sia da una progressiva urbanizzazione, che dai giovani. Questo dovrebbe motivare le città a massimizzare il potenziale dei giovani, mentre le loro opinioni spesso non vengono riconosciute. Lo dimostra il fatto che esistono innumerevoli indici e classifiche delle città, ma nessuno con una prospettiva giovanile.

 

Roma © GettyImages

 

I giovani in questo studio sono le persone tra i 15 e i 29 anni e i fattori analizzati per l’accessibilità in classifica, sono 9 e diversi da quelli che troviamo di solito, a volte bizzarri:

 

  1. il salario minimo per ora
  2. il costo di un biglietto al cinema
  3. l’affitto per un alloggio
  4. il prezzo di una dozzina di uova
  5. il prezzo dei mezzi pubblici
  6. il conto tipo a un fast food
  7. i biglietti aerei
  8. l’ammontare delle tasse
  9. il costo dei concerti

 

Roma, in questo speciale ranking, si è classificata sul podio in ben 5 delle 9 categorie e settima in quella generale, al primo posto Toronto, a seguire Berlino e New York. I giovani della capitale hanno un buono stipendio orario, pagano poco biglietti per cinema e concerti, e l’affitto di una stanza e si spostano con pochi euro. Sono però oppressi dalle tasse…

 

Per la città eterna un ottimo risultato se si pensa ai giovani come a un grande potenziale che dà alla città più di quello che chiede e ottiene. Occorre dunque pensare per loro a politiche di sostegno e attenzione perché potrebbero scegliere sempre più frequentemente di vivere altrove, come accade di recente.

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