Biologico

Le api e l’olio, torna il concorso che protegge le api

La coltivazione bio degli oliveti favorisce la sopravvivenza delle api, custodi della biodiversità a tavola. Un circolo virtuoso a cui potete partecipare anche voi con l’extravergine Bios Monini e LifeGate, grazie al progetto Le api e l’olio, che torna alla terza edizione.

Proteggere le api contro il rischio di estinzione: con lo stesso intento del 2018 e del 2019, riparte anche quest’anno il concorso Le api e l’olio, promosso da Monini in collaborazione con LifeGate. Con questa campagna, la storica azienda produttrice di olio conferma il suo sostegno all’apicoltura biologica impegnandosi ad adottare 100.000 api (due arnie) del progetto di salvaguardia delle api Bee my Future di LifeGate. Nelle edizioni passate il contributo era stato destinato all’Apicoltura Carpinese di Carpino (Fg), mentre questa volta l’acquisto di attrezzature, materiali e nutrimento necessari al sostegno delle due arnie, aiuterà un apicoltore hobbista dell’area metropolitana di Milano.

La straordinaria sinergia tra l’olio extravergine Bios e le api

Ma cosa c’entra l’olio extravergne di oliva Bios con le api? L’agricoltura biologica garantisce un ambiente sano e genuino dove le api possono impollinare in sicurezza e regalarci i preziosi alimenti che “condiscono” le nostre tavole. Ne è la dimostrazione l’Apicoltura Carpinese, con cui era partita inizialmente la campagna, che confina con gli oliveti biologici Monini situati nel cuore del Gargano, in Puglia: qui la coltivazione biologica delle piante ha creato condizioni favorevoli alle api, come suolo ricco di vita e di fiori, niente inquinamento e nessuna sostanza chimica di sintesi. Veder prosperare le api accanto ai propri uliveti biologici è per Monini un’ulteriore conferma della salute del territorio. Il benessere delle api è infatti un indicatore importante che dimostra quanto il territorio sia privo di agenti chimici di sintesi e lontano da ogni forma di inquinamento. Questa vicinanza sinergica, permette alle api di trovare un ambiente sicuro per la loro salute, consentendo quindi, attraverso l’attività di impollinazione, di salvaguardare la biodiversità alimentare che proprio nel Gargano è particolarmente ricca di prodotti simbolo della dieta mediterranea.

le api e l'olio biologico
L’attività delle impollinatrici è fondamentale per la sopravvivenza umana ©Ingimage

Come adottare le api (e vincere una fornitura di olio e miele bio)

Il legame tra olio e api non finisce qui. Dagli oliveti biologici pugliesi nasce Bios di Monini, l’extravergine biologico 100% italiano, che proprio per la sua qualità, ottenuta nel rispetto dell’ambiente, ha vinto premi e riconoscimenti in tutta Europa. Acquistando una bottiglia da 750 ml di questo olio e partecipando al concorso, dal 28 settembre al 31 dicembre 2020, Monini, senza aggiungere nulla al prezzo abituale del prodotto, sosterrà concretamente il lavoro degli apicoltori biologici. Basta andare sul sito www.monini.com registrarsi, inserire i dati e caricare la foto dello scontrino. Così facendo, non solo si otterrà un attestato di adozione ma si potrà anche partecipare all’estrazione finale, in programma entro il 31 gennaio 2021, di una delle 15 forniture annuali di olio Bios Monini (12 bottiglie da 750 ml) e di miele (12 vasetti da 500 g) da apicoltura biologica, quello delle “proprie” api, con tanto di nome personalizzato sul vasetto. Se poi qualche consumatore volesse vedere le “sue” api, potrà farlo on line grazie alla documentazione video e fotografica disponibile su lifegate.it e sui canali social di Monini e di LifeGate.

Regolamento completo su www.monini.com

Le api fanno l'olio
La coltivazione biologica degli oliveti Monini crea un ambiente favorevole alle api © Ingimage

Il legame tra le api e l’uomo

La possibilità che le api si estinguano è una minaccia reale: negli Stati Uniti è a rischio un’ape su quattro e in Europa un’ape su dieci. E poiché, secondo le stime della Fao, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, delle 100 specie di colture che forniscono il 90 per cento di prodotti alimentari in tutto il mondo, 71 sono impollinate dalle api, la scomparsa di questi insetti significherebbe niente più coltivazioni in grado di perpetuarsi e niente cibo per noi. Il paradosso è che la sindrome dello spopolamento degli alveari, come viene definito questo fenomeno, è causato in primis dai cambiamenti climatici e dall’utilizzo massiccio in agricoltura di pesticidi chimici di sintesi come i neonicotinoidi (diffusi specialmente nella coltivazione di mais) che agiscono sul sistema nervoso di insetti e parassiti.

Le api e l'olio
Le api rientrano nelle arnie © Ingimage

Api al riparo con l’agricoltura biologica

Alla luce di questo, una delle soluzioni per fronteggiare l’estinzione della api risulta essere l’agricoltura biologica, un metodo di coltivazione che preserva la fertilità del suolo e la genuinità dei suoi frutti, la biodiversità, l’ambiente e il lavoro di tanti insetti utili, la loro sopravvivenza e la nostra. Che sono indissolubilmente legate, da sempre. Una coltivazione agricola in cui non si fa uso di pesticidi tutela l’ambiente, gli impollinatori, la nostra salute e la nostra sopravvivenza. Secondo i dati Aiab, Associazione italiana per l’agricoltura biologica, nei campi bio ci sono sette volte più api e bombi, cinque volte più farfalle, sette volte più merli, cinciallegre e scriccioli. I fiori crescono in quantità tre, quattro volte maggiori. Oltre a consumare meno energia ed emettere meno gas serra, l’agricoltura biologica funziona da serbatoio di carbonio perché ogni ettaro così coltivato ne assorbe 2,3 tonnellate l’anno.

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I risultati del 2018

Tutela di 250 mila api grazie al biomonitoraggio, un sistema innovativo

Grazie alla partnership tra Monini e LifeGate, che con il progetto Bee my Future, è da anni impegnata nella salvaguardia delle api, nel 2018, è stata applicata sull’apiario di Carpino un’innovazione unica in Italia, ovvero il primo sistema non invasivo di biomonitoraggio per verificare lo stato di salute delle api e, tramite esso, anche quello dell’ambiente circostante, a sottolineare l’interdipendenza tra l’uno e l’altro e la stretta correlazione con la nostra sopravvivenza. Il sistema, posizionato su un’arnia presa a campione, ha permesso di monitorare lo stato di salute di 5 alveari. I dati registrati da inizio aprile 2018 hanno confermato l’ottima salute di cui godono le api di Maccarone. La temperatura interna alle arnie è tra i 34 e i 35 gradi, valore che ci indica la presenza di covate perfettamente in linea con il ciclo biologico delle api. La temperatura esterna è invece tra i 9 e i 20 gradi: dopo le prime ore del mattino le piccole bottinatrici escono alla ricerca di polline e nettare, e lo fanno a ritmo altissimo, tanto da superare quaranta mila voli in un giorno per arnia. Le arnie hanno un peso di circa quaranta chili ciascuna, decisamente sopra alla media, sintomo della grande attività di raccolta e produzione del miele, un indicatore importante sulla salute delle api e dell’ambiente, ma anche della grande ricchezza di biodiversità del territorio che stimola le bottinatrici a raccogliere una grande quantità e varietà di polline e di nettare.

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La collaborazione tra LifeGate e Monini

LifeGate ha scelto di lavorare con Monini dopo aver valutato i criteri di qualità, sicurezza, genuinità e trasparenza del processo produttivo aziendale e della tradizione aziendale nel trattare con cura e serietà l’olio extravergine di oliva, ingrediente principe della dieta mediterranea. LifeGate è diventato il partner scientifico e di comunicazione della campagna Le api e l’olio, nata nel 2018 – e riproposta nel 2019 e nel 2020 proprio in seguito al grande successo ottenuto – non senza aver prima verificato la presenza importante di api selvatiche e allevate con metodi naturali in prossimità degli oliveti biologici di Monini in Puglia.

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