Le associazioni italiane fanno rete per il clima

Power Shift Italia, le associazioni ambientaliste fanno gruppo per stabilire obiettivi e azioni comuni in vista dei prossimi negoziati sul clima.

Una rete comune impegnata sul fronte della lotta al cambiamento climatico, creata dalle associazioni e dagli enti italiani che da anni si occupano di ambiente e sostenibilità. Per arrivare pronti ai prossimi appuntamenti internazionali. È stato questo l’obiettivo del primo incontro del Power Shift Italia, il gruppo di lavoro che si è tenuto venerdì 13 e sabato 14 giugno a Rovereto, in provincia di Trento, all’interno del centro Progetto Manifattura, un incubatore di startup che vogliono investire nell’innovazione sostenibile.

 

 

Due giorni di incontri, dibattiti e riflessioni per cercare di stabilire obiettivi e azioni comuni da sviluppare per sensibilizzare politica e società civile nel tempo che manca alla fondamentale conferenza delle Nazioni Unite (Cop 21) che si terrà a Parigi nel 2015. Sarà quello il momento in cui capi di stato e di governo saranno chiamati a firmare, dopo anni di negoziati, un accordo internazionale sul clima che contenga impegni vincolanti di riduzione delle emissioni di CO2.

 

 

Il format Power Shift è nato su idea e iniziativa di Bill McKibben e dell’organizzazione 350.org che da anni cerca di costruire un movimento globale coordinando una rete di associazioni attive in 188 paesi. L’edizione “global” del Power Shift si è tenuta un anno fa a Istanbul, in Turchia, dando carta bianca agli oltre 500 partecipanti di portare questa rete nei loro paesi.

 

 

Formazione, sensibilizzazione, pressione politica. Sono i tre obiettivi su cui i rappresentati delle associazioni partecipanti al gruppo di lavoro italiano sono riusciti a trovare un accordo. Formazione, perché investire sui giovani e informarli su un tema e un problema di portata globale è fondamentale per costruire un futuro migliore per tutti. Sensibilizzazione, perché è assurdo che nonostante tutti i moniti lanciati dagli scienziati e il verificarsi di eventi climatici estremi in ogni parte del mondo, il cambiamento climatico faccia ancora fatica a rientrare nelle agende dei mezzi d’informazione italiani. Pressione politica, perché senza l’intervento di chi fa le leggi e può cambiare il corso di un paese è difficile riuscire a raggiungere obiettivi importanti.

 

“È importante che tutti coloro che hanno aderito definiscano insieme un percorso per poter finalmente svolgere un’azione di pressione sui decisori politici e in particolare sul governo italiano che sembra essersi dimenticato della necessità di uscire dalla produzione di energia dalle fonti fossili” ha detto Veronica Caciagli, presidente di Italian Climate Network, l’associazione che ha promosso l’iniziativa.

 

Legambiente e Wwf Italia, Energia Felice e Younicef, ma anche Enea e Cnr. Sono solo alcune delle realtà italiane che hanno partecipato all’incontro di Rovereto. Ora la sfida è riuscire a realizzare azioni su scala nazionale per accendere l’attenzione, ma soprattutto l’interesse, su un tema difficile da spiegare e comunicare. Prossima scadenza per capire se siamo sulla strada giusta, anche in Italia, è la conferenza di Lima, in Perù, fissata per dicembre.

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