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Il Parlamento europeo ha dato il via libera definitivo a un nuovo regolamento che (finalmente!) cambierà il modo in cui le auto vengono progettate, vendute e smaltite in Europa.
Il Parlamento europeo ha approvato il regolamento che introduce nuove regole per la progettazione delle auto e il riciclo dei materiali. Il voto, arrivato giovedì 18 giugno con 437 sì, 112 no e 20 astensioni, segna un passaggio importante verso un’industria automobilistica più circolare, capace di consumare meno risorse e di tenere meglio traccia di ciò che succede ai veicoli quando arrivano a fine vita.
Si tratta di un via libera importante quello raggiunto dall’Unione europea la settimana scorsa sulla gestione dei veicoli fuori uso (End-of-life vehicles, Elv), provvedimento che riguarda le nuove norme relative ai requisiti sulla circolarità dei veicoli e la gestione dei veicoli fuori uso. A definirne l’importanza bastano i numeri: sulle strade dell’Unione europea circolano 285,6 milioni di veicoli a motore, e ogni anno circa 6,5 milioni di essi raggiungono il fine vita. Una mole enorme di materiali, plastica, metalli, componenti elettronici, che oggi non viene sempre recuperata e riutilizzata come potrebbe.
Il primo pilastro della riforma riguarda la progettazione. D’ora in poi, le nuove auto dovranno essere pensate fin dall’inizio per facilitarne lo smontaggio: tutti i nuovi veicoli dovranno essere progettati in modo da permettere la facile rimozione del maggior numero possibile di parti e componenti. Non è un dettaglio tecnico da poco: significa che chi disegna un’auto dovrà pensare, già dalla progettazione, a come quell’auto verrà smontata vent’anni dopo.
A questo si aggiungono obiettivi vincolanti sull’uso di plastica riciclata. La plastica utilizzata in ogni nuovo tipo di veicolo dovrà contenere un minimo del 15 per cento di plastica riciclata entro sei anni e del 25 per cento entro dieci anni, con almeno il 20 per cento di questa plastica riciclata proveniente da veicoli a fine vita o da pezzi usati. E non è detto che la plastica resti l’unico materiale sotto la lente: sulla base di studi di fattibilità, la Commissione potrà introdurre in futuro obiettivi anche per altri materiali, come acciaio, alluminio, magnesio e materie prime critiche riciclate.
Le nuove regole intervengono anche sulla compravendita di veicoli usati. Le imprese, a differenza dei privati, dovranno produrre una valutazione che attesti che il veicolo non è un veicolo a fine vita, oppure in alternativa un certificato di idoneità alla circolazione valido. Per non complicare troppo le cose, le transazioni tra privati richiederanno uno di questi due documenti solo in casi specifici: se il veicolo è dichiarato perdita economica totale o se la vendita avviene esclusivamente tramite una piattaforma online.
Una proposta, quella del nuovo regolamento sul fine vita delle auto, che non nasce dal nulla. Già nel 2023 la Commissione europea aveva proposto un nuovo regolamento sui requisiti di circolarità per la progettazione dei veicoli e la gestione dei veicoli a fine vita, in linea con gli obiettivi del Green deal europeo e del piano d’azione per l’economia circolare. Un percorso che si inserisce dunque in una strategia più ampia, quella che l’Unione europea porta avanti da anni per rendere l’economia del continente meno dipendente dall’estrazione di materie prime vergini e più capace di “chiudere il cerchio” dei materiali che già possiede.
Una delle novità più rilevanti è l’introduzione della responsabilità estesa del produttore. Tre anni dopo l’entrata in vigore delle nuove regole, i costruttori dovranno coprire i costi di raccolta e trattamento dei veicoli giunti a fine vita in qualsiasi punto dell’Unione europea. In altre parole: chi produce un’auto non potrà più considerare conclusa la propria responsabilità al momento della vendita.
C’è poi un tema su cui l’Europarlamento ha voluto intervenire con decisione: quello dei cosiddetti “veicoli fantasma“, auto che semplicemente scompaiono dai registri senza che si sappia che fine abbiano fatto, spesso perché smontate o trattate illegalmente fuori dai confini UE. Per contrastare questo fenomeno, la nuova legge vieta l’esportazione dei veicoli dichiarati non idonei alla circolazione, regola che si applicherà 5 anni dopo l’entrata in vigore del regolamento. Ma cosa succede ora? Il percorso non è ancora del tutto concluso: dopo il via libera del Parlamento, il nuovo regolamento dovrà essere formalmente approvato dal Consiglio, prima di entrare in vigore e diventare applicabile 24 mesi dopo.
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