Se le donne tendono a sentire più freddo degli uomini, è tutta colpa di un retaggio di sessant’anni fa.
Il presidente dell’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, Giuseppe Bonanno, ha depositato nel Tribunale civile di Tempio Pausania gli atti necessari per far ritornare di proprietà italiana l’isola.
Gli adempimenti legali portati a termine in questi giorni, relativi al procedimento di asta fallimentare che aveva coinvolto i precedenti proprietari dell’isola, sono stati adottati in ottemperanza alle disposizioni della legge Quadro sulle aree protette e alle nuove previsioni della legge di Stabilità 2014 con cui il parlamento ha manifestato la sua volontà di rendere patrimonio dello Stato il simbolo del Parco nazionale.
Dalla fine di ottobre centomila cittadini e molte personalità del mondo dello spettacolo, della cultura e dell’ambiente hanno aderito alla petizione on-line #salviamobudelli su ‘Change.org’ promossa dall’ex ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione Univerde. L’introduzione di un’apposita previsione nella Legge di stabilità 2014 a favore dell’acquisizione da parte dello Stato dell’isola di Budelli è stata possibile anche grazie alla mobilitazione trasversale di tutte le forze politiche della Commissione bilancio del Senato”.
“La prelazione è una vittoria per l’ambiente e la dignità nazionale – ha subito commentato Alfonso Pecoraro Scanio – e il parco nazionale, esercitando la prelazione, ha fatto il suo dovere istituzionale. Ringrazio anche i parlamentari che al Senato e alla Camera hanno sostenuto la necessità di Budelli ‘Bene comune’ approvando all’unanimità una norma per garantire l’acquisizione al patrimonio pubblico dell’isola della spiaggia rosa. Un successo per l’ambiente ma anche per la dignità nazionale di un’Italia che deve puntare sulle proprie eccellenze anche naturali”.
“Ora mi aspetto che si superino le polemiche e si lavori, con grande collaborazione istituzionale e civile, per sostenere il parco negli ulteriori adempimenti e nella migliore tutela e valorizzazione di questa isola unica – conclude l’ex ministro – sperando che questa sia un’occasione per richiamare l’attenzione sull’arcipelago de La Maddalena che è stato truffato con gli scandali del mancato G8 e necessita di risorse adeguate per le bonifiche e un rilancio turistico sostenibile, non certo come si teme proprio in questi giorni di vedersi destinate le armi chimiche siriane da smaltire dopo i decenni di servitù militari”.
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