Pagamenti contactless ed esperienze personalizzate: così la startup umbra Cents mira a rendere le donazioni più semplici e in linea con i valori di chi dona.
L’idea ispiratrice è quella di trasformare i cimiteri in foreste. Ma si può anche pensare al fascino del tornare alla vita dopo la morte, sotto forma di albero. È quel che ci consente di fare l’urna cineraria nata in Spagna – da un’idea del designer Gerard Moliné – che permette di ricordare il caro estinto in
L’idea ispiratrice è quella di trasformare i cimiteri in foreste. Ma si può anche pensare al fascino del tornare alla vita dopo la morte, sotto forma di albero.
È quel che ci consente di fare l’urna cineraria nata in Spagna – da un’idea del designer Gerard Moliné – che permette di ricordare il caro estinto in un modo davvero alternativo, trasformandolo cioè letteralmente in un arbusto. La startup di Barcellona che l’ha ideata sta conducendo diversi round di finanziamento su Kickstarter, con successo.
Fabbricata in materiale totalmente biodegradabile, l’urna Bios è composta da una capsula superiore, che contiene semi e un substrato vegetale per facilitare il germoglio, e da una inferiore, dedicata alle ceneri.
All’interno dell’urna è dunque possibile inserire il seme di un albero a propria scelta, a seconda anche del luogo che si sceglierà per la sepoltura della stessa ed in base alle proprie preferenze personali. L’involucro dell’urna è costituito da materiali quali cellulosa, torba e gusci di noci di cocco, che ne garantiranno la completa biodegradabilità. Il seme, una volta che l’urna sarà stata sepolta inizierà a germogliare e crescerà, fino a dare vita all’albero prescelto.
[vimeo url=”https://vimeo.com/193873606″]
Il ‘funzionamento’ pare semplice: una volta venuti in possesso delle ceneri, basterà inserirle nella parte inferiore, togliere sigilli e imballaggio da quella superiore, unire le due parti ed interrare il tutto in un luogo fertile, possibilmente in un bosco dove siano già presenti altre piante.
A questo punto basta aspettare soltanto il tempo necessario a trasformare i resti in un albero o pianta a propria scelta. Unica raccomandazione, come per ogni semina che si rispetti, è quella di piantare l’urna nel periodo più adatto all’operazione.
L’urna – pensata già nel 1997 e premiata con diversi riconoscimenti nel corso degli anni – è stata sviluppata con un finanziamento iniziale da Kickstarter e ora è in vendita online all’indirizzo www.urnabios.com. Viene spedita in tutto il mondo a un costo molto economico. Le città non hanno più spazio per i cimiteri, allora perché non far crescere un albero dalle ceneri dei defunti? La parte superiore dell’urna Bios è stata progettata per permettere al seme di germogliare e crescere perfettamente. Prima di seppellire l’urna, è necessario miscelare i componenti, cioè il seme con un po’ di terreno e scegliere il luogo dove si desidera far crescere l’albero.
Grazie alla sua struttura, Urna Bios mantiene il seme separato dalle ceneri; cosi l’albero cresce ma nel vano superiore, fino a quando l’urna si discioglie; dopo questa fase il set diventa parte del sottosuolo e fertilizzante per l’albero.
Il Bios Incube è un vaso in cui piantare le ceneri del trapassato e guardarlo crescere ovunque, sia in veranda, sia in un appartamento di piccole dimensioni. Sebbene la cenere umana non sia indicatissima per far crescere le piante, con questo sistema l’albero è garantito che crescerà. C’è addirittura una app che monitora la crescita della pianta e ti offre tutti i consigli per tenerla in vita.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Pagamenti contactless ed esperienze personalizzate: così la startup umbra Cents mira a rendere le donazioni più semplici e in linea con i valori di chi dona.
Spesso i bambini gifted vengono fraintesi o etichettati come problematici. Feed Their Minds offre strumenti concreti a famiglie e insegnanti.
La strada per l’economia circolare nel settore tessile è lunga, ma la startup Nazena è nella direzione giusta con la sua tecnica brevettata di riciclo.
La startup italiana Befreest offre una soluzione tecnologica al problema dell’inquinamento indoor, con particolare attenzione al radon.
Dagli allestimenti riutilizzabili al pouf musicale in cartone riciclato, le proposte dell’azienda romagnola ripensano il design in chiave ecologica.
Con anziani in aumento e pronto soccorso sovraccarichi, la startup italiana Niino usa l’AI per rendere la mobilità sanitaria semplice e tracciabile.
Blubrake, con il suo sistema antibloccaggio dei freni (Abs) per e-bike, sta vivendo una rapida crescita. Anche grazie all’investimento di Primo Climate.
Il fondo Primo Climate investe in RARA Factory, deep tech che sviluppa nuovi materiali – al ritmo di cento al giorno – per sostituire le terre rare.
L’imbarazzo spesso scoraggia gli uomini dal rivolgersi a medico per la disfunzione erettile: con la startup Levigata il consulto è online.

