Il crollo di una miniera in Congo ha causato oltre 200 morti. La strage ha acceso i riflettori sullo sfruttamento di manodopera nel paese.
Un attacco contro un villaggio della comunità fulani, nel Mali, ha provocato la morte di 37 civili. Nel 2018 le violenze hanno causato più di 500 vittime.
Il 2019 è cominciato in modo drammatico nel Mali. Il 2 gennaio, in un attacco al villaggio di Koulogon, situato nel centro del paese, sono stati uccisi 37 civili. Le autorità hanno parlato anche di decine di feriti e di numerose abitazioni incendiate. Il governo della nazione africana ha spiegato poi che la strage è stata effettuata da “uomini armati vestiti da cacciatori tradizionali”.
Mali attack: 37 civilians killed in armed raid on village https://t.co/nbFpHadQY6
— Guardian news (@guardiannews) 2 gennaio 2019
Questi ultimi, chiamati “dozo” dalla popolazione locale, sono infatti riconoscibili proprio per la divisa che indossano. Affermano di proteggere gli appartenenti alla comunità dei dogon contro quella dei fulani. Da anni il conflitto tra le due etnie si è esacerbato, soprattutto con l’arrivo del gruppo jihadista del predicatore peul Amadou Koufa (ucciso alla fine di novembre dall’esercito maliano). Le violenze hanno provocato più di 500 morti tra i civili nel 2018.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Il crollo di una miniera in Congo ha causato oltre 200 morti. La strage ha acceso i riflettori sullo sfruttamento di manodopera nel paese.
Narges Mohammadi è stata condannata a sette anni di carcere per il suo attivismo contro il regime dell’Iran. Prosegue intanto la repressione nel paese dopo le proteste di inizio anno.
Il presidente Donald Trump ha dato sempre più poteri all’Ice. Questo si è tradotto in retate anti-immigrazione molto violente e al di fuori della cornice legale.
Il presidente Donald Trump ha lanciato un grande piano di investimenti per impossessarsi del petrolio del Venezuela. Ma le aziende del settore non sono convinte.
Da fine dicembre in Iran sono esplose profonde proteste. La miccia è stata la crisi economica ma ora i manifestanti chiedono la fine del regime, che ha risposto con la violenza.
Il Belgio è uno dei paesi più esposti ai cambiamenti climatici. Le dune-diga sono una soluzione per fermare l’innalzamento dei mari.
Un nuovo progetto idroelettrico sul fiume Chhujung rischia di stravolgere la vita degli indigeni Bhote-Lhomi Singsa del Nepal. Che si stanno battendo per fermarlo.
Il progetto era fortemente contestato da associazioni ambientaliste e comitati cittadini. Alla fine il Guggenheim di Bilbao ha fatto un passo indietro.
I trattori hanno invaso la capitale europea per protestare contro l’accordo commerciale tra l’Ue e il Mercosur. La ratifica è stata rinviata a gennaio.