Maori. Il diritto intellettuale della danza di guerra

L’Haka, dunque, non sarà più mercificabile e i Maori potranno vietare ad altri l’utilizzo della danza per fini commerciali e inappropriati, un passo fondamentale per il rispetto della loro cultura e della loro dignità.

Da molti anni i Maori avevano iniziato una lunga battaglia
legale per mettere fine ad alcune rivendicazioni vecchie di oltre
un secolo e mezzo, la maggior parte delle quali riguardava alcune
violazioni del famoso trattato di Waitangi firmato nel 1840 dai
capi Maori e la corona britannica.

Per compensare gli espropri di terre e di risorse ad opera dei
colonizzatori, alcune settimane fa il governo neozelandese ha
riconosciuto un indennizzo economico alle otto tribù Maori
interessate dando loro in locazione anche alcune terre e foreste
demaniali, e riconoscendo la proprietà intellettuale, e
dunque i diritti di sfruttamento, della Haka, la danza rituale di
guerra più famosa, impressionante, potente e trascinante del
mondo.

Adottata nel 1888 durante un tour in Gran Bretagna e da allora
eseguita prima di ogni partita dagli All Blacks, la leggendaria
nazionale neozelandese di rugby, la Haka è divenuta la
trasfusione Maori nel rugby neozelandese, l?occasione per dare
sfogo allo spirito e all?orgoglio di uomini rimasti eterni
guerrieri, il desiderio dei nativi affermare la loro
identità etnica e culturale.

Dopo essere stata ?esportata? in tutti gli stadi di rugby del
mondo, con il passare degli anni alcune industrie hanno pensato
bene di usare impropriamente la Haka sfruttandola a fini
pubblicitari e commerciali svilendone così il significato
culturale e religioso.

Basti ricordare la pubblicità di un produttore
automobilistico italiano in cui era un gruppo di donne ad eseguire
la danza, un caso che provocò un terremoto diplomatico e
l?indignazione del Ministero degli esteri neozelandese.

Ancora prima, nel 1997, le Spice Girls avevano inscenato l?Haka
durante un loro concerto in Indonesia, un vero sacrilegio. Invece,
nel film Forever Strong veniva ballata da una squadretta di rugby
di una universitaria americana.

Due anni fa, poi, un?industria di prodotti alimentari aveva
deciso di promuovere i suoi biscotti allo zenzero con un cartone
animato con tanto di disegni mutuati dall?Haka.

L’Haka, dunque, non sarà più mercificabile e i
Maori potranno vietare ad altri l’utilizzo della danza per fini
commerciali e inappropriati, un passo fondamentale per il rispetto
della loro cultura e della loro dignità. Un precedente
importante per tutti i popoli nativi che da anni combattono
legalmente in tutte le sedi internazionali per ottenere il diritto
di esercitare il controllo della loro sapienza tradizionale e del
patrimonio intellettuale, come sancito dalla Dichiarazione delle
Nazioni Unite sui Diritti dei Popoli Indigeni.

?Una volta erano guerrieri?, recita il titolo di un famoso film,
oggi i Maori potrebbero decidere di diventare anche imprenditori di
se stessi.

Maurizio Torretti

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