Gas, la fine del mercato tutelato rischia di far crescere i costi delle bollette

Il 10 gennaio è finito il mercato a maggior tutela del gas e i privati dovrebbero essere in concorrenza. Ma non c’è un vero risparmio per i cittadini.

  • Il mercato tutelato del gas è terminato il 10 gennaio 2024. Quello dell’elettricità finirà il 1 luglio 2024.
  • Attraverso il confronto con le tariffe del mercato “protetto” si può dire che con la liberalizzazione il consumatore pagherà più care le sue bollette.

Dal 10 gennaio 2024, il mercato tutelato del gas non c’è più. D’ora in poi i consumatori saranno costretti a scegliere sul mercato libero un fornitore di questa materia prima. Succederà anche per il mercato dell’energia elettrica: in questo caso, la data da segnare sul calendario è il 1 luglio 2024. Ma cos’era il mercato tutelato? E cosa è cambiato con il libero mercato? Il consumatore spende di più o di meno? Andiamo con ordine.

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Pare proprio che, con la fine del mercato tutelato, le bollette del gas siano diventate più care © iStock

Cos’è il mercato tutelato o anche detto “di maggior tutela”

Il mercato tutelato del gas in Italia è stato introdotto con la liberalizzazione del settore dell’energia, avvenuta gradualmente nel corso degli anni. La liberalizzazione ha avuto inizio con la legge n. 164 del 23 marzo 1999, nota come “Legge Bersani”. Tale normativa ha aperto il settore dell’energia elettrica e del gas naturale alla concorrenza, permettendo l’ingresso di operatori privati e la possibilità per i consumatori di scegliere il proprio fornitore.

Fino a quella data, infatti, il mercato era nelle mani dello stato, che controllava la vendita di gas ed energia elettrica tramite le sue controllate. L’introduzione del mercato “a maggior tutela” consente di prevedere tariffe regolamentate per la fornitura di gas naturale (ed energia elettrica), offrendo una protezione ai consumatori considerati più vulnerabili o che hanno un consumo limitato. Ma il mercato tutelato non è sovvenzionato dallo Stato, è solo regolato.

La fine di questo regime controllato viene sancita con la legge 4 agosto 2017, n. 124 (legge annuale per il mercato e la concorrenza) nella quale viene stabilita come data di termine il 1 luglio 2019, che però viene prorogata diverse volte fino a quando il governo Draghi non stabilisce gennaio 2024 come termine ultimo (rimane una forma di tutela per chi si dichiara “cliente vulnerabile”, che di fatto viene pagata con le tasse dei cittadini).

La legge del 2017, concretamente, obbliga il cliente a scegliere un fornitore di gas sul mercato libero, ma è giusto ricordare, per evitare allarmismi, che la fornitura di luce e gas continuerà a essere garantita anche a chi non migra verso tale mercato. Se, infatti, il cliente finale non sottoscrive le nuove condizioni di fornitura proposte dal venditore, né un diverso contratto di mercato libero con lo stesso o con altro venditore, a partire da gennaio 2024 il venditore continuerà a erogare il servizio a condizioni contrattuali simili a quelle delle offerte Placet (che significa “a Prezzo libero a condizioni equiparate di tutela”, cioè con condizioni contrattuali decise dall’autorità dell’energia e fisse per 12 mesi). Il cliente potrà comunque in ogni momento scegliere una diversa offerta nel mercato libero.

Chi stabilisce i prezzi di luce e gas

Nel contesto italiano, il mercato tutelato del gas è gestito dal Gestore dei servizi energetici (Gse). Le tariffe sono stabilite dall’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera) e sono soggette a revisioni periodiche. Queste tariffe sono spesso utilizzate come riferimento per confrontare le offerte dei fornitori presenti nel mercato libero.

Ma veniamo al clou della questione: la fine del mercato tutelato farà risparmiare i cittadini? Questo è sicuramente il punto più delicato, perché sebbene la scelta di mettere la parola fine al mercato tutelato sia stata presentata come un vantaggio in termini economici, nella realtà le cose sono ben diverse. Più dell’80 per cento del gas consumato in Italia proviene dall’estero. Il gas è comprato tramite una piattaforma pubblica, e poi rivenduto agli operatori di mercato. In presenza di monopolio della gestione del gas (situazione che si è protratta fino al 1999) il rischio è stato quello di non poter conoscere l’effettivo prezzo di vendita del gas né rivolgersi ad altri operatori. I sostenitori della privatizzazione insistono su questo punto: se c’è concorrenza, sarà interesse delle aziende offrire la tariffa più vantaggiosa per attirare clienti. Questo ragionamento in via teorica può funzionare, meno nella pratica.

Il presidente dell’Arera Stefano Besseghini ha assicurato che Arera e Antitrust vigileranno per evitare che le società “facciano cartello”, cioè si accordino per non scendere sotto una certa quota di prezzo. A questo proposito è interessante quanto scritto dal giornalista Giorgio Meletti negli Appunti, la newsletter dell’ex-direttore di Domani, Stefano Feltri: “Secondo il sito dell’Arera, nella città dove vivo, Roma, dovrò scegliere tra 175 operatori. Ma basta aver fatto la terza media per capire che tra 175 società che partono da un prezzo comune del gas e pubblicano le tariffe sul sito dell’Arera il cartello è automatico: nessuno infatti ci ha spiegato su quali fattori della produzione questi venditori di gas possono essere più efficienti e competitivi e battere la concorrenza”.

Se va bene, pagheremo uguale

Insomma, se tutto va bene, pagheremo uguale a prima. D’altronde, basta collegarsi al sito Portale offerte, il sito web pubblico che elenca e compara tra loro le offerte di energia elettrica e gas sul mercato libero: il sito calcola l’importo annuo in relazione al consumo che si è inserito e lo scostamento rispetto alla maggior tutela. Quest’ultimo, sempre di segno positivo, è la misura di quanto è costata al singolo cittadino la scomparsa del mercato a maggiori tutele.

Ma allora perché dismettere il mercato tutelato? Non c’è una risposta. Aggiunge, critico, Meletti: “L’idea meravigliosa è introdurre la competizione su una componente minima della tariffa del gas che è formata da una serie infinita di componenti obbligatorie. Solo che nessuno ti dice chiaramente qual è la parte del prezzo su cui le famose 175 offerte di cui sopra competono”. Una contraddizione in termini.

FAQ – quello che c’è da sapere sul mercato tutelato del gas

  • Qual è il prezzo del gas oggi in Italia il gas? Al 24 gennaio 2024, il prezzo del gas in Italia è segnalato da Teleborsa con un indice IGI di 29,30 €/MWh, mentre Il Fatto Quotidiano riporta un aumento del 6%, chiudendo a 28,8 euro al megawattora. Queste variazioni sono dovute principalmente a ritardi nelle spedizioni di gas liquefatto dal Qatar.
  • Da quando è obbligatorio il passaggio al mercato libero? Per quanto riguarda il gas, il passaggio obbligatorio al mercato libero per le utenze domestiche è previsto dal 1 gennaio 2024. Per le piccole e medie imprese (PMI), questo passaggio era già obbligatorio dal 1 gennaio 2021.
  • Cosa succede se non si passa al mercato libero? Nel caso in cui non si effettui il passaggio al mercato libero, a partire da gennaio 2024, il servizio continuerà con condizioni economiche e contrattuali simili a quelle delle offerte Placet di gas naturale a prezzo variabile, come stabilito da ARERA. Tuttavia, i consumatori non andranno incontro a multe o sanzioni, ma potrebbero rischiare di incontrare un aumento dei costi dei consumi energetici.
  • Chi può restare nel mercato tutelato? Attualmente, i clienti considerati ‘vulnerabili’ che possono rimanere nel sistema tutelato sono stati quantificati a circa 4,5 milioni. Per quanto riguarda i consumi di gas, sono ancora 6,9 milioni gli italiani attivi sul mercato tutelato.

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